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NOVITA’ E AGEVOLAZIONI (LAVORO)

DISTACCO

Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le novità sul distacco in ambito UE

D.Lgs. 15 settembre 2020, n. 122

Nella Gazzetta Ufficiale del 15 settembre 2020, n. 229 è stato pubblicato il D.Lgs. n. 122/2020, recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/957 (dir02018062800957) del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 giugno 2018, recante modifica della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi”.
Tra le novità più rilevanti, si segnalano:

1. l’estensione delle misure contenute nel D.Lgs. n. 136/2016 anche alle agenzie di somministrazione di lavoro stabilite in uno Stato membro diverso dall’Italia che distaccano presso un’impresa utilizzatrice con sede nel medesimo o in un altro Stato membro uno o più lavoratori da tale ultima impresa inviati, nell’ambito di una prestazione transnazionale di servizi, diversa dalla somministrazione, presso una propria unità produttiva o altra impresa;
2. la modifica delle condizioni di lavoro dei distaccati: viene previsto che al rapporto di lavoro tra le imprese e i lavoratori distaccati si applichino, durante il periodo del distacco, se più favorevoli, le medesime condizioni di lavoro e di occupazione previste in Italia da disposizioni normative e contratti collettivi per i lavoratori che effettuano prestazioni lavorative subordinate analoghe nel luogo in cui si svolge il distacco, nelle seguenti materie:

  • periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo;
  • durata minima dei congedi annuali retribuiti;
  • retribuzione, comprese le maggiorazioni per lavoro straordinario. Tale previsione non si applica ai regimi pensionistici di categoria;
  • condizioni di somministrazione di lavoratori, con particolare riferimento alla fornitura di lavoratori da parte di agenzie di somministrazione;
  • salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • provvedimenti di tutela riguardo alle condizioni di lavoro e di occupazione di gestanti o puerpere, bambini e giovani;
  • parità di trattamento fra uomo e donna, nonché altre disposizioni in materia di non discriminazione;
  • condizioni di alloggio adeguate per i lavoratori, nei casi in cui l’alloggio sia fornito dal datore di lavoro ai lavoratori distaccati lontani dalla loro abituale sede di lavoro;
  • indennità o rimborsi a copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio per i lavoratori fuori sede per esigenze di servizio. Rientrano in tali ipotesi le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute dai lavoratori distaccati nel territorio italiano, sia nei casi in cui gli stessi debbano recarsi al loro abituale luogo di lavoro, sia nei casi in cui vengano inviati temporaneamente presso un’altra sede di lavoro diversa da quella abituale, in Italia o all’estero.

3. la definizione di distacco di lunga durata: se la durata effettiva di un distacco supera dodici mesi (elevabile a 18 mesi dal MLPS in caso di notifica motivata) ai lavoratori distaccati si applicano, se più favorevoli, oltre alle condizioni di lavoro e di occupazione di cui sopra, tutte le condizioni di lavoro e di occupazione previste in Italia da disposizioni normative e dai contratti collettivi nazionali e territoriali stipulati da organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ad eccezione di quelle concernenti:

  1. le procedure e le condizioni per la conclusione e la cessazione del contratto di lavoro;
  2. le clausole di non concorrenza;
  3. la previdenza integrativa di categoria.


IMPOSIZIONE FISCALE

Trattamento fiscale dei servizi offerti ai dipendenti: i chiarimenti dell’AE

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 25 settembre 2020, n. 55/E

L’Agenzia delle Entrate – con Risoluzione del 25 settembre 2020, n. 55/E – ha affrontato la tematica del trattamento fiscale dei benefit offerti a categorie di dipendenti, riepilogando i principi di esenzione, ex art. 51 del TUIR, ed il concetto di omnicomprensività.
Al riguardo, l’AE ha affermato che è ammissibile il piano welfare che premia i lavoratori dell’azienda che abbia incrementato il proprio fatturato, con una graduazione dell’erogazione dei benefit in base alla RAL (retribuzione annuale lorda), mentre non appare in linea con la normativa di riferimento, una ripartizione effettuata in base alle presenze/assenze dei lavoratori in azienda oppure una erogazione in sostituzione di somme costituenti retribuzione fissa o variabile dei lavoratori.

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Agenzia delle Entrate: indicazioni sul credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Agenzia delle Entrate, Risposte ad interpello 16 settembre 2020, nn. 361 e 362

L’Agenzia delle Entrate – con risposte ad Interpello del 16 settembre 2020, nn. 361 e 362 – ha fornito i necessari chiarimenti in merito al credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, ex art. 120, D.L. n. 34/2020.
Nello specifico, l’AE – con risposta ad Interpello n. 361/2020 – ha escluso la possibilità di usufruire del credito in esame per l’acquisto e l’installazione di un ulteriore ascensore aziendale.
Il D.P.C.M. 17 maggio 2020, infatti, nel prevedere che l’utilizzo degli ascensori deve avvenire nel rispetto della distanza interpersonale e con l’utilizzo della mascherina, ha disposto una prescrizione destinata a regolamentare l’uso degli impianti esistenti e non impone l’incremento degli ascensori.
Quanto alla risposta ad Interpello n. 362/2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito l’applicabilità agli investimenti in attrezzature/impianti finalizzati alla modifica del layout della struttura aziendale del credito d’imposta, prevedendo, in particolare, che:

  • le spese edilizie per il ripristino della pavimentazione e di rifacimento dell’impianto elettrico, compromessi a seguito della rimodulazione degli ambienti interni sono agevolabili;
  • le spese sostenute per l’acquisto di un compattatore e per l’installazione di un impianto di condizionamento/areazione e di un montacarichi non rientrano né negli interventi edilizi né negli interventi di acquisto di arredi di sicurezza e non sono, quindi, agevolabili;
  • tale credito è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, nel limite dei costi sostenuti.

Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è utilizzabile:

  • esclusivamente in compensazione;

o, in alternativa

  • entro il 31 dicembre 2021può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.


INPS, CONTRIBUZIONE

Confermata la riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2020

INPS, Circolare 29 settembre 2020, n. 110

L’INPS – con Circolare del 29 settembre 2020, n. 110 – ha reso note le istruzioni operative inerenti la riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2020.
Al riguardo, viene precisato che per i periodi di paga da gennaio a dicembre 2020, hanno diritto all’agevolazione contributiva i datori di lavoro classificati nel settore industria con i codici statistici contributivi da 11301 a 11305 e nel settore artigianato con i codici statistici contributivi da 41301 a 41305, nonché caratterizzati dai codici Ateco 2007da 412000 a 439909.
Il beneficio consiste in una riduzione sui contributi dovuti, nella misura dell’11,50%, per le assicurazioni sociali diverse da quella pensionistica e si applica ai soli operai occupati per 40 ore a settimana.
Non spetta, quindi, per i lavoratori a tempo parziale.
Le istanze finalizzate all’applicazione della riduzione contributiva relativamente all’anno 2020 dovranno essere inviate esclusivamente in via telematica avvalendosi del modulo “Rid-Edil”, disponibile all’interno del Cassetto previdenziale aziende del sito internet dell’Istituto, nella sezione “Comunicazioni on-line”, funzionalità “Invio nuova comunicazione.

Le domande presentate saranno sottoposte a controllo automatizzato da parte dei sistemi informativi centrali dell’Istituto circa la compatibilità dell’inquadramento aziendale con la suddetta riduzione e verranno definite entro il giorno successivo l’invio.
In caso di definizione delle istanze con esito positivo, al fine di consentire il godimento del beneficio, sarà attribuito alla posizione contributiva interessata il codice di autorizzazione 7N, per il periodo da settembre 2020 a dicembre 2020; l’esito sarà visualizzabile all’interno del Cassetto previdenziale aziende.
In ogni caso lo sgravio si riferirà al periodo che va da gennaio a dicembre 2020.

Chiarimenti sull’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione

INPS, Circolare 18 settembre 2020, n. 105

L’INPS – con Circolare del 18 settembre 2020, n. 105 – ha fornito i primi chiarimenti operativi in merito all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione, normato dall’art. 3, D.L. n. 104/2020.
Possono accedere al beneficio in specie tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori (ad eccezione del settore agricolo), che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, degli interventi di integrazione salariale ex artt. 19 a 22-quinquies, D.L. n. 18/2020, cioè:

  • dei trattamenti ordinari di integrazione salariale,
  • degli assegni ordinari,
  • dei trattamenti di integrazione salariale in deroga,

riconosciuti secondo la disciplina posta in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
La misura (espressamente esclusa per le PP.AA.) può trovare applicazione anche in favore dei datori di lavoro che hanno richiesto periodi di integrazione salariale, ex D.L. n. 18/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020.
L’esonero può essere legittimamente fruito per le medesime posizioni aziendali (matricole INPS) per le quali, nelle suddette mensilità di maggio e giugno 2020, siano state fruite le specifiche tutele di integrazione salariale.
Ai fini del legittimo riconoscimento dell’esonero è, inoltre, previsto che i datori di lavoro interessati non richiedano i nuovi trattamenti di cassa integrazione (ordinaria o in deroga) o l’assegno ordinario.

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INPS, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Il nuovo servizio on line dell’INPS sulla richiesta di visita fiscale per i lavoratori in malattia

INPS, Circolare 23 settembre 2020, n. 106

L’INPS – con Circolare del 23 settembre 2020, n. 106 – ha comunicato l’avvenuto rilascio del nuovo servizio on line che consente la comunicazione e la gestione, nell’ambito dell’evento di malattia, di una diversa reperibilità (per un’eventuale visita di controllo domiciliare) rispetto a quella comunicata precedentemente con il certificato medico in corso di prognosi, ovvero con altra comunicazione.
Per uno stesso certificato di malattia, l’utente può comunicare più reperibilità successive: al riguardo, l’INPS ha precisato che ogni nuova reperibilità comunicata, nell’ambito dello stesso certificato di malattia in corso di validità, implica l’annullamento automatico dell’eventuale precedente reperibilità limitatamente al periodo di sovrapposizione tra i periodi delle due variazioni comunicate.
Inoltre ogni reperibilità è storicizzata, onde evitare che si perda traccia degli indirizzi che possono essere stati utilizzati per eventuali visite mediche di controllo.
L’utente, dopo essersi autenticato, dispone di due differenti funzioni da esercitare, esclusivamente in riferimento ad un preciso certificato di malattia in corso di prognosi, mediante i seguenti campi:

  1. Comunica indirizzo reperibilità, per indicare una nuova reperibilità che viene considerata utile a decorrere almeno dal giorno successivo a quello dell’avvenuta comunicazione;
  2. Indirizzi comunicati, per consultare tutti i propri indirizzi di reperibilità comunicati all’Istituto.

Per i lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia, l’INPS ha ribadito l’onere di comunicare eventuali variazioni di reperibilità con la massima diligenza e tempestività possibili, e comunque sempre prima di effettuare lo spostamento, al fine di non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge, in caso di impossibilità ad eseguire la VMC (Visita Medica di Controllo) per indirizzo errato del lavoratore.


INPS, PRESTAZIONI

INPS: i chiarimenti su proroga NASpI e DIS COLL dopo il D.L. “Agosto”

INPS, Circolare 29 settembre 2020, n. 111

L’INPS – con Circolare 29 settembre 2020, n. 111 – ha fornito le istruzioni amministrative in materia di:

  • proroga delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL,
  • risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e accesso all’indennità NASpI, ex art. 14, comma 3, D.L. n. 104/2020.

Con riferimento al punto 1), l’Istituto precisa che le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, il cui periodo di fruizione sia terminato nell’arco temporale compreso tra il 1° maggio 2020 e il 30 giugno 2020, sono prorogate per ulteriori due mesi con decorrenza dal giorno di scadenza.
In merito al punto 2), l’INPS chiarisce che i lavoratori che cessano il rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale stipulato dalle organizzazioni sindacali e che ha ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro medesimo sono tenuti, in sede di presentazione della domanda di indennità NASpI, ad allegare l’accordo collettivo aziendale di cui sopra e la documentazione attestante l’adesione al predetto accordo da parte del lavoratore interessato, al fine di potere accedere alla prestazione di disoccupazione NASpI.
Le indennità NASpI e DIS-COLL in commento, percepite in sostituzione del reddito di lavoro dipendente, costituiscono redditi della stessa natura di quelli perduti o sostituiti, e pertanto, sono assoggettate ad imposizione, ex art. 23, D.P.R. n. 600/1973.
L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, a fine anno determinerà il conguaglio fiscale d’imposta e rilascerà la certificazione fiscale (mod. CU).


VIGILANZA SUL LAVORO

Convalida delle dimissioni del padre lavoratore con figlio fino a 3 anni: i chiarimenti dell’INL

Ispettorato Nazionale del Lavoro, Nota 25 settembre 2020, n. 749

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Nota del 25 settembre 2020, n. 749 – ha fornito alcuni chiarimenti in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 55, comma 4, D.Lgs. n. 151/2001, concernente la convalida delle dimissioni presentate dal lavoratore padre durante i primi tre anni di vita del bambino.
Al riguardo, l’INL ha affermato che le dimissioni del padre lavoratore dipendente, presentate nei primi 3 anni di vita del bambino, devono sempre essere convalidate, indipendentemente dalla eventuale precedente fruizione del congedo di paternità.
In tal caso, non è necessaria la preventiva fruizione di tale congedo ai fini dell’applicazione al padre lavoratore della disciplina sulla convalida delle dimissioni.

Le misure di semplificazione delle principali attività di carattere amministrativo svolte dagli Ispettorati territoriali del lavoro

Ispettorato Nazionale del Lavoro, Circolare 25 settembre 2020, n. 4

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Circolare del 25 settembre 2020, n. 4 – ha chiarito i contenuti dell’art. 12-bis, D.L. n. 76/2020 (“Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”), introdotto in sede di conversione dalla legge n. 120/2020, in merito ad alcune misure di semplificazione delle principali attività di carattere amministrativo svolte dagli Ispettorati territoriali del lavoro.
Al riguardo, il richiamato art. 12-bis ha previsto una forma di “silenzio accoglimento” per:

  • provvedimenti autorizzativi all’impiego dei minori in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo (art. 4, comma 2, legge n. 977/1967);
  • provvedimenti autorizzativi relativi al frazionamento del riposo di 24 ore settimanali in due periodi di 12 ore consecutive ciascuno per il personale addetto ai pubblici spettacoli (art. 15, comma 2 , legge n. 370/1934);
  • ogni altro provvedimento eventualmente individuato dal Direttore dell’INL.

A decorrere dal 15 settembre 2020 (entrata in vigore della legge di conversione n. 120/2020) tali provvedimenti “si intendono rilasciati decorsi 15 giorni dalla relativa istanza”.
In tal senso, viene chiarito che:

  • il termine di 15 giorni (calendariali) decorre dal giorno successivo a quello di presentazione della relativa istanza;
  • i provvedimenti autorizzativi in questione si intendono rilasciati a condizione che la relativa istanza contenga tutte le informazioni richieste dalla modulistica messa a disposizione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

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APPROFONDIMENTI
IMPOSIZIONE FISCALE

L’intervento dell’AE su Piano welfare aziendale e trattamento fiscale del premio

L’Agenzia delle Entrate – con Risoluzione del 25 settembre 2020, n. 55/E – ha fornito chiarimenti in tema di trattamento fiscale dei benefit offerti a categorie di dipendenti nell’ambito di un Piano welfare aziendale.
A mente dell’art. 51, comma 1, TUIR, costituiscono reddito di lavoro dipendente tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.
In tal senso:

  • gli emolumenti in denaro,
  • valori corrispondenti ai beni e/o ai servizi percepiti dal dipendente in relazione al rapporto di lavoro

costituiscono, in linea generale, redditi imponibili e concorrono alla determinazione del reddito di lavoro dipendente (c.d. principio di onnicomprensività).
I commi 2 e 3 del richiamato art. 51 disciplinano, però, specifiche deroghe al c.d. principio di onnicomprensività, elencando le opere, i servizi, le prestazioni e i rimborsi spesa che non concorrono a formare la base imponibile o vi concorrono solo in parte (sempreché l’erogazione in natura non si traduca in un aggiramento degli ordinari criteri di determinazione del reddito di lavoro dipendente in violazione dei principi di capacità contributiva e di progressività dell’imposizione).
Pertanto, qualora tali benefit rispondano a finalità retributive (ad esempio, per incentivare la performance del lavoratore o di ben individuati gruppi di lavoratori), il regime di totale o parziale esenzione non può trovare applicazione.
Al riguardo, il piano welfare che premia i lavoratori dell’azienda che abbia incrementato il proprio fatturato, con una graduazione dell’erogazione dei benefit in base alla RAL (Retribuzione Annuale Lorda) è certamente coerente con il dettato normativo appena espresso, mentre non è in linea con le medesime disposizioni, una ripartizione effettuata in base alle presenze/assenze dei lavoratori in azienda oppure una erogazione in sostituzione di somme costituenti retribuzione fissa o variabile dei lavoratori.
Non è, altresì, coerente con la ratio della norma in materia di redditi di lavoro dipendente, consentire la riduzione dei redditi imponibili, fino al completo abbattimento degli stessi, in ragione della tipologia di retribuzione (in denaro o in natura) scelta dai soggetti interessati.
Sulla base di tali principi, l’AE ritiene che i benefit erogati in esecuzione di un regolamento aziendale, attuativo di un piano welfare rivolto ai soli lavoratori che abbiano deciso di non percepire un premio in denaro, assumano rilevanza reddituale in ragione del loro valore normale, ovvero in base alle ordinarie regole dettate per la determinazione del reddito di lavoro dipendente.
La suddetta ratio non viene meno nell’ipotesi in cui tali beni e servizi siano erogati a titolo premiale, ovvero per gratificare i lavoratori del raggiungimento di un obiettivo aziendale.
In tale circostanza, è prevalente l’aspetto di fidelizzazione, che non viene meno anche nell’ipotesi di una graduazione nell’erogazione, sempreché tale ripartizione non trovi giustificazione nella valutazione dell’attività lavorativa del dipendente, sia singolarmente considerato che in gruppo, ovvero su valutazioni strettamente connesse alla prestazione lavorativa.
I benefit devono essere messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti, prevedendo la non concorrenza al reddito di lavoro dipendente delle somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari.


INPS, CONTRIBUZIONE

Esonero contributivo per le aziende che non chiedono la CIG: l’intervento dell’INPS

L’INPS – con Circolare n. 105/2020 – ha fornito le prime indicazioni sull’esonero dal versamento dei contributi previdenziali spettante alle aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione, ex D.L. n. 104/2020.
L’agevolazione spetta nei limiti delle risorse specificatamente stanziate, pari a 363 milioni di euro per l’anno 2020 e in 121,1 milioni di euro per l’anno 2021.
Al riguardo, l’Istituto ha precisato che ai fini del riconoscimento dell’esonero contributivo, i datori di lavoro devono aver fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, dei trattamenti di integrazione salariale riconosciuti in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19 ex D.L. n. 18/2020 e non devono richiedere i nuovi trattamenti di cassa integrazione, ordinaria o in deroga, o l’assegno ordinario ex art. 1, D.L. n. 104/2020.
L’ammontare dell’esonero è pari, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, alla contribuzione a carico del datore di lavoro non versata, in relazione al doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione di:

  • premi e contributi dovuti all’Inail;
  • contributo, ove dovuto, al Fondo di tesoreria (art. 1, comma 755, L. n. 296/2006);
  • contributo, ove dovuto, ai Fondi bilaterali di solidarietà (artt. 26272829 e 40, D.Lgs. n. 148/2015);
  • contributo addizionale NASpI (art. 25, co. 4, L. n. 845/1978), pari allo 0,30%;
  • contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.

L’ammontare dell’esonero è pari alla contribuzione non versata per il doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei suddetti due mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.
L’importo dell’esonero così calcolato deve essere, poi, riparametrato e applicato su base mensile per un periodo massimo di 4 mesi e non può superare, per ogni singolo mese di fruizione dell’agevolazione, l’ammontare dei contributi dovuti.
L’ammontare dell’esonero così determinato costituisce l’importo massimo riconoscibile ai fini dell’agevolazione.
Tale importo può essere fruito, fino al 31 dicembre 2020, per un periodo massimo di quattro mesi e deve essere riparametrato e applicato su base mensile.
Il diritto alla legittima fruizione dell’esonero contributivo è poi subordinato (art. 1, co. 1175, L. n. 296/2006):

  • al possesso della regolarità contributiva previdenziale (DURC);
  • all’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
  • al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Durante il periodo di fruizione dell’esonero, che non può protrarsi oltre il 31 dicembre 2020, operano altresì i divieti in materia di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo (art. 14, D.L. n. 104/2020), la cui violazione comporta non solo la revoca dell’esonero con efficacia retroattiva, ma anche l’impossibilità di presentare una nuova domanda di integrazione salariale.
L’esonero in specie è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.
Il beneficio contributivo, in quanto rivolto ad una specifica platea di destinatari si configura quale misura selettiva che, come tale, necessita della preventiva autorizzazione della Commissione europea.
L’efficacia è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea che considera aiuti di Stato compatibili con il mercato interno quelli che rispettino le seguenti condizioni:

  • siano di importo non superiore ad € 800.000 per ciascuna impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere;
  • siano concessi a imprese che non fossero in difficoltà al 31 dicembre 2019 o che abbiano incontrato difficoltà o si siano trovate in una situazione di difficoltà successivamente, a seguito dell’epidemia da Covid-19;
  • siano concessi entro il 31 dicembre 2020.


VIGILANZA SUL LAVORO

Le nuove procedure amministrative INL che potranno essere effettuate online

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Circolare n. 4/2020 – ha fornito i chiarimenti in merito alle procedure amministrative e conciliative di competenza dell’Ispettorato nazionale del lavoro da effettuare attraverso strumenti di comunicazione da remoto.
L’intervento si è reso necessario alla luce dell’introduzione – in sede di conversione del D.L. n. 76/2020D.L. n. 76/2020 – dell’art. 12-bis, nella legge n. 120/2020.
Il nuovo dettato normativo interviene, tra le altre cose, in materia di procedure amministrative in capo agli Ispettorati territoriali del lavoro, evidenziando le procedure che possono essere effettuate attraverso strumenti di comunicazione da remoto che consentano l’identificazione degli interessati e l’acquisizione della volontà espressa.
Nello specifico, si tratta delle procedure di convalida relative a:

  • risoluzioni consensuali del rapporto o delle richieste di dimissioni “presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino (…)”, ex art. 55, comma 4, decreto legislativo n. 151/2001;
  • dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo “intercorrente dal giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, in quanto segua la celebrazione, a un anno dopo la celebrazione stessa”, ex art. 35, comma 4, D.Lgs. n. 198/2006.

Sono, inoltre, esperibili anche da remoto le seguenti procedure:

  • conciliazione ordinaria, ex art. 410 c.p.c.;
  • conciliazione monocratica, ex artt. 11 e 12, D.Lgs. n. 124/2004;
  • audizioni, ex art. 18, legge n. 689/1981;
  • attività certificativa dei contratti di lavoro, ex artt. 75 e ss., D.Lgs. n. 276/2003D.Lgs. n. 276/2003;
  • istruttoria del cd. contratto a tempo determinato “assistito”, ex art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 81/2015;
  • audizioni nell’ambito dell’attività di vigilanza, ad esclusione degli accertamenti concernenti profili di rilevanza penale.

In tali ultime ipotesi, il provvedimento finale o il verbale, scaturito dalla procedura online, si perfezionerà con la sola sottoscrizione del funzionario incaricato.
Perché venga riconosciuta la medesima efficacia della procedura tenuta “in presenza”, le attività svolte da remoto dovranno prevedere:

  • l’identificazione degli interessati o dei soggetti da essi delegati;
  • l’acquisizione della loro volontà espressa.

Con riferimento al tentativo di conciliazione ordinario, ex art. 410 cod. proc. civ., le modalità attuative della procedura “a distanza” sono le seguenti.
Una volta che le parti (lavoratore e datore di lavoro) hanno richiesto l’avvio della procedura conciliativa, il funzionario dell’Ispettorato territoriale del lavoro dovrà inviare, tramite email (non necessariamente PEC), uno specifico invito.
L’invito, corredato dalla informativa privacy, dovrà contenere le seguenti indicazioni:
a) data e ora dell’incontro on line;
b) condizioni di partecipazione su piattaforma informatica utilizzata dall’ITL;
c) termine e modalità (ad esempio, tramite email) entro la quale dovrà essere fatta pervenire, dalle parti, l’adesione all’invito;
d) necessità che, entro e non oltre i sette giorni antecedenti alla data dell’incontro, venga:

  • trasmesso il documento di identità dei soggetti che dovranno intervenire (sia delle parti che degli eventuali soggetti che assisteranno le parti, ad esempio avvocati, sindacalisti, ecc.);
  • comunicato l’indirizzo di posta elettronica attraverso il quale i soggetti parteciperanno alla riunione online, insieme ad un recapito telefonico da contattare in caso di necessità;
  • fatta pervenire:
  • dichiarazione, ex art. 46, D.P.R. n. 445/2000, del possesso dei poteri di rappresentanza di chi interviene per conto dell’impresa o della procura per chi interviene in luogo del rappresentante dell’impresa;
  • delega/procura del professionista che intervenga in luogo della parte;

e) evidenza che la verbalizzazione sarà effettuata esclusivamente dal funzionario addetto previa condivisione del testo sulla piattaforma di video-conferenza (funzione condividi schermo);
f) circostanza che non si potrà procedere a registrazione della riunione.
In caso di risposta positiva all’invito, il funzionario incaricato provvederà a comunicare alle parti il link di collegamento a Microsoft Teams, contenente la data e l’orario dell’incontro virtuale.
Il giorno dell’incontro il funzionario incaricato dovrà:
a) identificare le parti mediante verifica della corrispondenza tra il documento di identità inviato per email e quello mostrato in apertura di videoconferenza. La procedura di identificazione deve essere effettuata singolarmente e separatamente per ciascun soggetto intervenuto;
b) menzionare alle parti il divieto di attivazione della funzione di registrazione nella piattaforma Microsoft Teams e il divieto di scambio di file nonché dell’attivazione della messaggistica per il tramite di detta piattaforma, dovendosi a tal fine utilizzare esclusivamente le email;
c) verbalizzare l’incontro dando atto:

  • delle modalità di partecipazione “da remoto”;
  • dei consensi acquisiti dalle parti;
  • della identificazione delle parti;
  • della sottoscrizione, previa condivisione del testo attraverso l’attivazione della specifica funzione di Microsoft Teams (condivisione schermo);
  • della consapevolezza, da parte dell’istante, che per disposizione di legge il verbale viene sottoscritto dal solo funzionario procedente;
  • della circostanza che il verbale è trasmesso alla email o PEC indicata dal soggetto interessato;
  • del fatto che l’Ufficio potrà rilasciare, su richiesta, copia di atti o verbalizzazioni.

PRINCIPALI SCADENZE

Data scadenza/ decorrenzaAmbitoAttivitàSoggetti obbligatiModalità
Sabato 12/10/2020INPS  lav.dom.Versamento dei contributi per i lavoratori domestici relativi al trimestre precedenteDatori di lavoro domesticoInps via telematica – Tramite Conctat Center – Bollettino Mav
Sabato 12/10/2020FondiFondo A. Pastore: contributi dirigenti versamento trimestrale Aziende del Commercio, Spedizione, TrasportiAziende commercio, trasporto e spedizioneModello FN – 001 BNL
Sabato 12/10/2020FondiFondo M.Besusso: contributi dirigenti versamento trimestrale Aziende del Commercio, Spedizione, TrasportiAziende commercio, trasporto e spedizioneModello C/01 BNL
Sabato 12/10/2020FondiFondo M.Negri: contributi dirigenti versamento trimestrale Aziende del Commercio, Spedizione, TrasportiAziende commercio, trasporto e spedizioneModello FN – 001 BNL
Sabato 12/10/2020Mod.730Il dipendente comunica al sostituto d’imposta di effettuare un minor o nessun acconto IRPEFContribuenti/dipendentiComunicazione
Mercoledì 16/10/2020INPSVersamento contributo Tfr al Fondo di TesoreriaDatori di lavoro del settore privato che abbiano alle proprie dipendenze almeno 50 addettiModello F 24 on line
Mercoledì 16/10/2020INPSVersamento alla Gestione separata dei contributi calcolati su compensi erogati nel mese precedente a collaboratori coordinati e continuativi e venditori a domicilio, iscritti e non iscritti a forme di previdenza obbligatoriaCommittentiModello F 24 on line
Mercoledì 16/10/2020INPSVersamento dei contributi sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti corrisposte nel mese precedenteDatori  di lavoroModello F 24 on line
Mercoledì 16/10/2020INPSVersamento contributo ordinario fondo di integrazione salariale.Datori di lavoro operanti in settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale con più di 15 dipendenti (Codice autor. INPS 0J)Modello F 24 on line
Mercoledì 16/10/2020INPS ex EnpalsVersamento contributi previdenziali relativi al mese precedenteAziende dei settori dello spettacolo e dello sportModello F 24 on line
Mercoledì 16/10/2020IRPEFSostituti d’imposta Versamento ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, provvigioni, indennità di cessazione del rapporto di agenzia e di collaborazione coordinata e continuativa corrisposti nel mese precedenteSostituti d’impostaModello F 24 on line
Mercoledì 16/10/2020IRPEFVersamento addizionale regionale: rata addizionale regionale trattenuta ai lavoratori dipendenti sulle competenze del mese precedente o in unica soluzione a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro.Sostituti d’impostaModello F 24 on line
Mercoledì 16/10/2020IRPEFVersamento addizionale comunale: versamento delle rate dell’addizionale comunale previsto in forma di acconto e saldo. In caso di cessazione del rapporto di lavoro in corso d’anno, l’addizionale residua dovuta e versata in un’unica soluzione.Sostituti d’impostaModello F 24 on line
Mercoledì 16/10/2020INPGIDenuncia e versamento contributi relativi al mese precedenteDatori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze giornalisti e praticantiModello F24/Accise – Denuncia modello DASM
Mercoledì 16/10/2020CASAGITDenuncia e versamento contributi relativi al mese precedenteDatori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze giornalisti e praticantiBonifico bancario – Denuncia modello DASM
Domenica 20/10/2020FondiPrevindapi denuncia e versamento trimestrale contributi Dirigenti iscrittiAziende Piccola Media IndustriaModello PREV/1 e versamento su C/C bancario
Domenica 20/10/2020FondiPrevindai denuncia e versamento trimestrale contributi Dirigenti iscrittiAziende industrialiBonifico bancario – Denuncia telematica al fondo
Domenica 20/10/2020FASCDenuncia e versamento contributi relativi al mese precedente dovuti al fondo di previdenza per gli impiegatiImprese di spedizione e agenzie marittime che applicano il Ccnl Agenzie marittime e aeree e il Ccnl Autotrasporto merci e logisticaBonifico bancario – Denuncia telematica
Sabato 26/10/2020ENPAIADenuncia delle retribuzioni e versamento dei contributi previdenziali per gli impiegatiAziende agricoleM.A.V. bancario – denuncia on line
Sabato 26/10/2020Mod.730Presentazione al CAF dipendenti o a professionista abilitato del modello 730 integrativoLavoratori dipendenti, collaboratori coordinati e continuativi, pensionati che hanno presentato il modello730/2017 al sostituto d’imposta, CSF o professionista abilitatoPresentazione
Giovedì 31/10/2020INPS ex EnpalsDenuncia contributiva e retributiva – Uniemens individuale comunicazione dei dati retributivi e contributiviAziende settori sport e spettacoloTrasmissione telematica
Giovedì 31/10/2020INPSDenuncia contributiva e retributiva – Uniemens individuale comunicazione dei dati retributivi e contributiviDatori di lavoroTrasmissione telematica
Giovedì 31/10/2020INPSDenuncia trimestrale lavoro agricoloAziende agricoleModello DMAG-Unico telematica
Giovedì 31/10/2020LULStampa Libro Unico del Lavoro relativo al periodo di paga precedenteDatori di lavoro, intermediari obbligati alla tenutaStampa meccanografica – Stampa Laser
Giovedì 31/10/2020Mod.770Trasmissione all’Agenzia delle Entrate del modello 770 2020 (slitta a lunedì 02/11/2020)Sostituto d’impostaTrasmissione telematica

Tratto da My Solution

Bientina lì, 05/10/2020

Studio Mattonai

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