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NOVITA’ E AGEVOLAZIONI (LAVORO)

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

Le precisazioni INL sui contratti a termine in deroga dell’ambito di contratti di prossimità

INL, Nota 22 dicembre 2020, prot. n. 1156

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Nota del 22 dicembre 2020, prot. n. 1156 – ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla corretta procedura da adottare in caso di sottoscrizione di un contratto a tempo determinato in forma assistita, ex art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 81/2015, con particolare riferimento ai casi in cui si deroghi ai requisiti previsti dalla normativa vigente in forza di una regolamentazione contenuta in contratti di prossimità, ex art. 8, D.L. n. 138/2011.
Al riguardo, laddove i contratti di prossimità posti a fondamento di tali deroghe siano stati stipulati, in violazione dei limiti posti dal richiamato art. 8 (vincoli di materia di scopo; vincoli imposti dalla Costituzione; rispetto del requisito di maggiore rappresentatività comparativa delle organizzazioni firmatarie), gli stessi non potranno produrre effetti: nel caso in specie, in tal caso, non sarà possibile stipulare contratti a tempo determinato, ex art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 81/2015.

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FORMAZIONE DEL PERSONALE

COVID-19, FAD e Fondi interprofessionali: i chiarimenti operativi di ANPAL

ANPAL, Circolare 28 dicembre 2020, n. 4

L’ANPAL – con Circolare del 28 dicembre 2020, n. 4, denominata “Orientamenti sulle modalità di controllo della formazione a distanza finanziata dai Fondi interprofessionali in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” – ha reso noti gli elementi minimi delle modalità di controllo delle attività formative a distanza.
Al riguardo, si intende per formazione a distanza (FAD) “una attività di insegnamento/apprendimento caratterizzata da una situazione di non contiguità spaziale (e talvolta temporale) tra docenti e discenti e dall’utilizzo intenso e sistematico delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con particolare riferimento all’utilizzo di Internet e di modalità di monitoraggio dell’utilizzo da parte dei discenti. Per E-learning si intende una specifica ed “evoluta” forma di FAD consistente in un modello di formazione in remoto caratterizzato da forme di interattività a distanza tra i discenti e i docenti e/o e-tutor e/o altri discenti, sia in modalità sincrona che asincrona”.
L’attivazione di percorsi in modalità di FAD deve essere autorizzata dal Fondo e subordinata all’acquisizione di informazioni dettagliate almeno su:

  • gli elementi identificativi del progetto formativo;
  • la descrizione delle modalità in cui si realizzerà l’interazione a distanza;
  • calendario, luoghi/orari di svolgimento dell’attività formativa e presenza di eventuali tutor multimediali;
  • le piattaforme telematiche utilizzate e la loro validazione da parte del Fondo;
  • le modalità di valutazione dell’apprendimento, laddove previste;
  • la documentazione delle attività mediante tenuta di registri e/o report automatici prodotti dai sistemi informativi.


IMPOSIZIONE FISCALE

Pubblicata dall’AE la circolare con i chiarimenti sulla riduzione del cuneo fiscale

D.L. 31 dicembre 2020, n. 182; Agenzia delle Entrate, Circolare 14 dicembre 2020, n. 29/E

L’Agenzia delle Entrate – con Circolare del 14 dicembre 2020, n. 29/E – ha ricordato che, a mente del D.L. 5 febbraio 2020, n. 31 , sono state introdotte alcune nuove misure fiscali che, a decorrere da luglio 2020, hanno provveduto a ridurre l’imposizione fiscale sui redditi di lavoro dipendente.
Il documento di prassi ha ricordato che a decorrere dal 1° luglio 2020 è stata abrogata la disciplina del bonus IRPEF (cd. € 80) e, al contempo, sono state introdotte due nuove misure fiscali, disciplinate al di fuori del TUIR, per ridurre la tassazione sul lavoro:

  • il “trattamento integrativo”, consistente nella rimodulazione del bonus IRPEF, che riconosce un trattamento integrativo ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, la cui imposta lorda, determinata su questi redditi, sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro spettanti. Tale trattamento, determinato in rapporto al numero di giorni lavorativi a partire dal 1° luglio 2020, è pari ad € 600 per il 2020 ed € 1.200 per il 2021. Il trattamento integrativo spetta soltanto se il reddito complessivo del potenziale beneficiario non è superiore ad € 28.000.
  • la “ulteriore detrazione fiscale”, che riconosce per le prestazioni rese tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2020 una ulteriore detrazione fiscale ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, con reddito complessivo superiore ad € € 28.000 e fino ad € 40.000. L’importo di tale detrazione, che deve essere rapportata al periodo di lavoro, è decrescente all’aumentare del reddito complessivo, fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari ad € 40.000.

beneficiari potenziali sono innanzitutto i contribuenti il cui reddito complessivo è formato:

  • dai redditi di lavoro dipendente;
  • dai seguenti redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente:
  •  
    • compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative;
    • le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
    • somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale;
    • redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
    • remunerazioni dei sacerdoti;
    • le prestazioni pensionistiche comunque erogate;
    • compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative.

I contribuenti aventi diritto al trattamento integrativo o all’ulteriore detrazione fiscale, le cui remunerazioni sono erogate da un soggetto che non è sostituto di imposta, possono richiedere i benefici nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di riferimento secondo modalità che saranno specificate nei modelli delle dichiarazioni dei redditi.
Come ricordato dall’Agenzia delle Entrate, il trattamento integrativo non concorre alla formazione del reddito e, quindi, le somme incassate a tale titolo non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali regionale e comunale.
Allo stesso modo, non costituendo retribuzione per il percettore, gli importi non incidono sul calcolo dell’IRAP dei soggetti eroganti.

Al riguardo, è opportuno ricordare che nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2020, n. 323 è stato pubblicato il D.L. 31 dicembre 2020, n. 182, recante “Modifiche urgenti all’articolo 1, comma 8, della legge di bilancio 2021“.
Il provvedimento provvede al raddoppio, su base annua, degli importi previsti per la detrazione spettante ai titolari di redditi da lavoro dipendente e assimilato, di ammontare compreso tra i 28.000 e i 40.000 euro annui, introdotta per il secondo semestre del 2020 dall’articolo 2 del D.L. 5 febbraio 2020, n. 3.
Tale modifica si è resa necessaria al fine di precisare che l’importo della detrazione rimarrà invariato anche nel 2021, correggendo un errore meramente tecnico, in maniera conforme alla volontà espressa dal Parlamento nel corso dell’esame della legge di Bilancio 2021.


INAIL, DENUNCE E COMUNICAZIONI

INAIL: aggiornati i limiti minimi di retribuzione imponibile per il calcolo dei premi assicurativi del 2020

INAIL, Circolare 28 dicembre 2020, n. 47

L’INAIL – con Circolare del 28 dicembre 2020, n. 47 – ha aggiornato i limiti di retribuzione imponibile per il calcolo dei premi assicurativi da variare secondo la rivalutazione delle rendite.
Al riguardo, si ricorda che il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali – con Decreto 3 agosto 2020, n. 91 – ha rivalutato dello 0,5% le prestazioni economiche erogate dall’Istituto nel settore industria e navigazione con decorrenza 1° luglio 2020; in tal senso, gli importi del minimale e del massimale di rendita sono pari ad € 16.636,20 ed € 30.895,80.


INCENTIVI ALLE AZIENDE

ANPAL: prorogato il termine di presentazione delle domande d’incentivo “IO LAVORO”

ANPAL, Comunicato 24 dicembre 2020

In data 24 dicembre 2020, l’ANPAL ha comunicato che aziende e datori di lavoro possono presentare le domande di agevolazione per beneficiare dell’Incentivo “IO LAVORO” anche oltre il 31 dicembre 2020. Le istanze potranno essere presentate fino al 31 gennaio 2021 sul portale INPS.
Le domande dovranno comunque fare riferimento alle assunzioni dell’anno 2020, fino al 31 dicembre 2020 compreso.
L’incentivo occupazionale “IO LAVORO” – i cui chiarimenti operativi sono stati forniti dall’INPS, con Circolare del 26 ottobre 2020, n. 124 – è fruibile qualora la sede di lavoro per la quale viene effettuata l’assunzione sia ubicata:

  • nelle Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), fino ad un massimo di € 234.000.000,00;
  • nelle Regioni “più sviluppate” (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Umbria, Marche e Lazio), fino ad un massimo di € 12.400.000,00;
  • nelle Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna), fino ad un massimo di € 83.000.000,00,00;

indipendentemente dalla residenza del lavoratore.
Nel 2021, l’Incentivo in commento è, nei fatti, assorbito dalle nuove disposizioni contenute nella legge n. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021).


INPS, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Al via i controlli sulla corretta esposizione in UNIEMENS dell’imponibile eccedente il massimale

INPS, Messaggio 31 dicembre 2020, n. 5062

L’INPS – con Messaggio 31 dicembre 2020, n. 5062 – ha comunicato d’aver proceduto all’estrazione dei lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) individuando tutte le denunce che, tra il 2015 e il 2016, avevano valorizzato il campo <EccedenzaMassimale>.
Sono state individuate, in particolare, le seguenti due tipologie di anomalia:

  • lavoratori con imponibili annui inferiori al massimale contributivo per quella specifica annualità (si tratta di tutti quei casi in cui sono state esposte eccedenze in maniera impropria, a fronte di imponibili che non ne giustificavano l’utilizzo);
  • lavoratori il cui estratto conto evidenzia la presenza di contributi anteriori al 1° gennaio 1996, in assenza di opzione per il sistema contributivo, secondo le risultanze degli archivi in uso.

Per tutte le casistiche considerate, è stato predisposto un modello di diffida che dovrà essere indirizzato al datore di lavoro inadempiente a mezzo PEC, tramite la sezione “Contatti” del Fascicolo Elettronico del Contribuente.
La diffida indica l’imponibile sottoposto a IVS, i contributi dovuti e le sanzioni civili applicabili, da calcolarsi secondo quanto disposto dall’articolo 116, comma 8, lett. a), della legge 23 dicembre 2000, n. 388. L’aliquota IVS applicabile è quasi sempre quella generale del FPLD; in casi particolari, l’aliquota può essere verificata tramite l’applicazione “Utility DM”.
Vista la necessità da parte dei datori di lavoro di ricostruire con i lavoratori i passaggi interni che hanno determinato l’esposizione degli imponibili come eccedenza massimale, si è ritenuto di accordare un termine di adempimento pari a 90 giorni decorrenti dalla data di notifica della diffida. In caso di contestazione l’azienda potrà far pervenire, entro il medesimo termine, le proprie controdeduzioni in risposta alla comunicazione di invio del modello di diffida.

Incrocio dati flusso Uniemens e modelli 770 degli iscritti alla Gestione Separata Committenti

INPS, Messaggio 30 dicembre 2020, n. 5044

L’INPS – con Messaggio 30 dicembre 2020, 5044 – ha comunicato che, nell’ambito del programma di ottimizzazione della gestione del soggetto contribuente e del progetto di verifica e controllo incrociato dei dati trasmessi all’Istituto, con le denunce mensili Uniemens, e agli uffici finanziari, con il modello fiscale 770, da parte delle aziende obbligate alla contribuzione alla Gestione separata, sono terminate le operazioni di elaborazione dei dati delle dichiarazioni fiscali 770/2015.
In presenza di eventuali differenze contributive è stata emessa centralmente una comunicazione di accertamento, con la quale sono state quantificate la contribuzione dovuta e le relative sanzioni civili.
L’azienda committente/intermediario ha a disposizione, sul “Cassetto Previdenziale per Committenti della Gestione Separata”, un link che consente di accedere al software di gestione degli accertamenti da 770, applicazione speculare a quella dell’operatore della Struttura territoriale, dalla quale può eseguire le operazioni di conferma, di modifica o di rifiuto dei dati scaturiti dall’incrocio Uniemens/770 ed evidenziati nella lettera di accertamento. Tale funzionalità è accessibile sul sito internet dell’Istituto, al seguente percorso: “Cassetto Previdenziale per Committenti della Gestione Separata” > “Accertamenti da 770”.

INPS: le istruzioni sulle operazioni di conguaglio di fine 2020

INPS, Circolare 23 dicembre 2020, n. 155

L’INPS – con Circolare del 23 dicembre 2020, n. 155 – ha fornito le istruzioni sulle operazioni di conguaglio di fine 2020 per i datori di lavoro privati non agricoli che utilizzano la dichiarazione contributiva UNIEMENS.
Al riguardo, i datori di lavoro possono effettuare il conguaglio – oltre che con la denuncia di competenza del mese di dicembre 2020 (scadenza di pagamento 16 gennaio 2021) – anche con quella di competenza di gennaio 2021 (scadenza di pagamento 16 febbraio 2021).
conguagli che si riferiscono al TFR al Fondo di Tesoreria e alle misure compensative possono, invece, essere inseriti nella denuncia di febbraio 2021 con scadenza fissata al 16 marzo.

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MANOVRA 2021

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di Bilancio 2021: le novità per il lavoro

Legge 30 dicembre 2020, n. 178D.L. 31 dicembre 2020, n. 182

Nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2020, n. 322 è stata pubblicata la legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023“.
Tra le misure lavoristiche di maggiore interesse, si segnalano:

  • ulteriori 12 settimane di CIG;
  • blocco dei licenziamenti per motivi economici fino al 31 marzo 2021;
  • conferma fino al 31 marzo 2021 della deroga alle causali su rinnovi e proroghe dei contratti a tempo;
  • esonero alternativo agli ammortizzatori sociali COVID-19;
  • proroga CIGS per aree di crisi industriale complessa;
  • sgravi alle assunzioni di donne;
  • taglio al cuneo fiscale (come da rettifica intervenuta con D.L. n. 182/2020);
  • bonus bebé e congedo di paternità che aumenta da 7 a 10 giorni;
  • agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate (c.d. “decontribuzione sud”);
  • malattia COVID-19;
  • sospensione versamenti per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche;
  • esonero contributivo ex lege n. 205/2017 per il biennio 2021/2022.

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APPROFONDIMENTI
CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

I chiarimenti dell’INL sulla legittima stipula dei contratti a termine in forma assistita

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Nota del 22 dicembre 2020, n. 1156- ha fornito alcuni chiarimenti in relazione alla procedura da adottare in caso di istanza agli Ispettorati territoriali di sottoscrizione di un contratto a tempo determinato in forma assistita, ex art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 81/2015, con particolare riferimento ai casi in cui si deroghi ai requisiti previsti dalla normativa vigente in forza di una regolamentazione contenuta in contratti di prossimità, ex art. 8, D.L. n. 138/2011.
Al riguardo, l’art. 8, comma 1, D.L. n. 138/2011 (convertito, con modificazioni, nella legge n. 148/2011) recita “I contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti, compreso l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, possono realizzare specifiche intese con  efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati a condizione  di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alle predette rappresentanze  sindacali, finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, all’emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attività“.
Il comma 2 chiarisce che “Le specifiche intese di cui al comma 1 possono riguardare la regolazione delle materie inerenti all’organizzazione del lavoro e della produzione, con riferimento:
a) agli impianti audiovisivi e alla introduzione di nuove tecnologie;
b) alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale;
c) ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarietà negli appalti e ai casi di ricorso alla somministrazione di lavoro;
d) alla disciplina dell’orario di lavoro;
e) alle modalità di assunzione e disciplina del rapporto  di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio, il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il licenziamento della lavoratrice dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione al lavoro, nonché fino ad un anno di età del bambino, il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per la malattia del bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore ed il licenziamento in caso di adozione o affidamento
“.
Infine, il comma 2bis (introdotto in sede di conversione del decreto legge) specifica che “Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, le specifiche intese di cui al comma 1operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano le materie richiamate dal comma 2 ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro“.
Quanto al contratto a tempo determinato, è opportuno ricordare che, ex art. 19, comma 1, D.Lgs. n. 81/2015, la durata dello stesso può essere superiore ai 12 mesi (ma, comunque, non eccedente i ventiquattro mesi), solo in presenza dell’indicazione nella lettera d’assunzione di specifiche condizioni giustificatrici; peraltro, il comma 3 del medesimo articolo, prevede che un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi, può essere stipulato presso il competente Ispettorato Territoriale del Lavoro.
In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonché di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, lo stesso si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data della stipulazione.
L’INL, con la Nota n. 1156/2020, ha precisato che:

  • laddove si riscontri la violazione di norme imperative (ad es. l’assenza della causale ovvero il mancato rispetto del termine dilatorio), non sarà ammissibile il ricorso a tale procedura;
  • laddove i contratti di prossimità posti a fondamento della deroga ad uno o più requisiti previsti dalla normativa vigente, siano stati stipulati, a loro volta, in violazione dei limiti posti dal richiamato art. 8 (es. vincoli di materia di scopo, oltre a quelli imposti dalla Costituzione ovvero al requisito di maggiore rappresentatività comparativa delle organizzazioni firmatarie), gli stessi non potranno ritenersi produttivi di effetti. Pertanto, non sarà possibile stipulare i relativi contratti a tempo determinato.


INPS, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Conguagli di fine anno e deroghe “sparse”: i contenuti della Circolare INPS n. 155/2020

INPS, Circolare 23 dicembre 2020, n. 155

L’INPS – con Circolare del 23 dicembre 2020, n. 155 – ha fornito le istruzioni sulle operazioni di conguaglio di fine 2020, precisando che i datori di lavoro potranno effettuare le operazioni di conguaglio, oltre che con la denuncia di competenza del mese di dicembre 2020, in scadenza il 16 gennaio 2021, anche con quella di competenza di gennaio 2020, in scadenza il 16 febbraio 2021, attenendosi alle modalità indicate alle singole fattispecie.
L’Istituto, inoltre, ha fornito delle precisazioni sulle operazioni di conguaglio per la corretta quantificazione dell’imponibile contributivo.
Com’è noto, il termine per effettuare il conguaglio 2020 è quello fissato per il pagamento della denuncia dei mesi di dicembre e di gennaio (le relative scadenze sono, quindi, 16 gennaio 2021 e 16 febbraio 2021).
I conguagli che si riferiscono al TFR, al Fondo di Tesoreria e alle misure compensative possono essere inseriti nella denuncia di febbraio 2021 con scadenza fissata al 16 marzo.
Le fattispecie che possono determinare operazioni di conguaglio di fine anno sono:

  • variabili della retribuzione;
  • massimale contributivo e pensionabile;
  • contributo aggiuntivo IVS 1%;
  • conguagli sui contributi versati sui compensi ferie a seguito fruizione delle stesse;
  • fringe benefit esenti non superiori al limite di € 516,46 nel periodo d’imposta, elevato al fine di favorire le iniziative delle aziende che, nel periodo di crisi economica dovuta all’emergenza epidemiologica da COVID-19, intendano procedere a forme di sostegno del reddito a favore dei propri dipendenti;
  • auto aziendali a uso promiscuo;
  • prestiti ai dipendenti;
  • conguagli per versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria;
  • rivalutazione annuale del TFR conferito al Fondo di Tesoreria;
  • operazioni societarie;
  • recupero del contributo di solidarietà del 10% sui contributi e somme accantonate a favore dei dipendenti per le finalità di previdenza complementare.

Il massimale annuo, usato come base contributiva e pensionabile delle pensioni obbligatorie, è fissato, per il 2020, in € 103.055,00.
Infine, con riferimento alle auto aziendali ad uso promiscuo, si segnala che nella Gazzetta Ufficiale del 22 dicembre 2020, n. 317 è stato pubblicato il comunicato dell’Agenzia delle Entrate, recante “Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motoveicoli elaborate dall’ACI – Articolo 3, comma 1, decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 314”.
Tali tabelle devono essere utilizzate per il 2021.


MANOVRA 2021

Le novità sulle materie lavoristiche del 2021

Nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2020, n. 322 è stata pubblicata la legge di Bilancio 2021.
Il provvedimento – composto di 20 articoli ed entrato in vigore al 1° gennaio 2021 – prevede una serie di misure per famiglie, imprese, professionisti, tese al recupero del “terreno perduto” nel 2020, a causa della pandemia COVID-19.
Tali misure – di natura lavoristica, fiscale, amministrativa, ecc. – sono contenute tutte nell’art. 1 (composto da 1150 commi).
Di seguito, gli elementi più rilevanti in ambito lavoristico.

Art. 1, commi 10-15: esonero contributivo per l’assunzione di giovani under 36 nel biennio 2021/2022
Per le nuove assunzioni di soggetti fino a 35 anni e 364 giorni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021/2022 si prevede che l’esonero contributivo di cui all’articolo 1, commi da 100  e ss., legge 205/2017, sia riconosciuto nella misura del 100%, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite massimo di € 6.000 annui (in precedenza, l’agevolazione era pari al 50% e ad € 3.000 su base annua).
Per le assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, l’esonero contributivo è riconosciuto per un periodo massimo di 48 mesi: tale esonero spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano, nei 9 mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

Art. 1, commi 16-19: esonero contributivo per l’assunzione di donne nel biennio 2021/2022
Per le assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo determinato di donne effettuate nel biennio 2021/2022 è previsto l’esonero nella misura del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL (ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche), per la durata di 12 mesi (elevabili a 18 in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato) e nel limite massimo di € 6.000 annui.
Le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti (l’incremento della base occupazionale è considerato al netto delle diminuzioni del numero degli occupati verificatesi in società controllate o collegate, ex art. 2359 cod. civ. o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto).
Tale disposizione estende a tutte le donne (evitando, quindi, di dover considerare le aree geografiche particolarmente svantaggiate e le percentuali di disparità occupazionali uomo/donna in particolari comparti e settori) le agevolazioni normate dall’art. 4, commi 9-11, legge n. 92/2012.

Art. 1, commi 161-169: proroga decontribuzione SUD per il periodo 2021-2029
Viene previsto, per il periodo 2021-2029, un esonero contributivo parziale in favore dei datori di lavoro del settore privato che operano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Lo sgravio è pari:

  • al 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
  • al 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
  • al 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

Per il periodo gennaio – giugno 2021, la misura è concessa in conformità al “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19″ (C/2020/1863 del 19 marzo 2020), e successive modificazioni; per il periodo successivo (1° luglio 2021 – 31 dicembre 2029), invece, l’agevolazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Art. 1 – commi 299-303, 305-308, 312-314: proroga CIG COVID-19
Concesse ulteriori 12 settimane dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria e in deroga e di assegno ordinario previsti in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Tali 12 settimane (che non prevedono il versamento del cd. contributo addizionale) devono essere collocate nel periodo ricompreso tra:

  • il 1° gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria;
  • il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione in deroga, nonché in tema di trattamenti di integrazione salariale.

Le 12 settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale Covid-19.
Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedano le settimane di CIG in commento, sarà riconosciuto l’esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un periodo massimo di 8 settimane, fruibile entro il 31 marzo 2021. Tale esonero è attribuito nei limiti delle ore di integrazione salariale riconosciute nei mesi di maggio e giugno 2020 ed è, entro tale ambito, riparametrato ed applicato su scala mensile.
Tutti i benefici in commento sono riconosciuti anche in favore dei lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza al 1° gennaio 2021.

Art. 1, commi 20-22: istituzione del Fondo per esonero contributi per autonomi e professionisti
Viene istituito il Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti. Il Fondo è destinato a finanziare l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti:

  • dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS e dai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza, che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subìto un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019;
  • dai medici, dagli infermieri e dagli altri professionisti ed operatori di cui alla legge n. 3/2018, già collocati in quiescenza e assunti per l’emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19.

Sono esclusi dall’esonero i premi dovuti all’INAIL.

Art. 1, commi 386-401: istituzione dell’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO)
Viene istituita l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO), in favore dei soggetti iscritti alla gestione separata ex art. 2, comma 26, legge n. 335/1995, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo e non sono titolari di trattamento pensionistico diretto (né assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie), né beneficiari di reddito di cittadinanza.
L’indennità è pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito liquidato dall’Agenzia delle Entrate e viene erogata dall’INPS in 6 mensilità, di importo variabile da un minimo di € 250 ad un massimo di € 800 al mese.
La domanda per accedere all’indennità deve presentata, in via telematica, all’INPS, entro il termine, fissato a pena di decadenza, del 31 ottobre di ciascuno degli anni dal 2021 al 2023.
Per poter presentare domanda, occorre:

  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni, alla data della richiesta, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso il reddito registrato nell’anno precedente la richiesta deve essere inferiore al 50% e non superiore ad € 8.145;
  • avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente la richiesta, inferiore al 50% della media dei redditi dei 3 ulteriori anni precedenti;
  • aver dichiarato nell’anno precedente la richiesta un reddito non superiore ad € 8.145 (rivalutato annualmente);
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria.

La prestazione può essere richiesta una sola volta nel triennio.

Art. 1, commi 309-301: prorogato lo stop ai licenziamenti economici fino al 31 marzo 2021
Viene ulteriormente esteso al 31 marzo 2021 il divieto di procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e a quelli collettivi per motivi economici (con sospensione delle procedure in corso).
Tale divieto non si applica nelle ipotesi di licenziamenti motivati:

  • dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa, ex art. 2112 cod. civ.;
  • in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nei casi in cui l’esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al suddetto accordo (a tali lavoratori è comunque riconosciuta la NASpI).

Art. 1, comma 279: prorogata la deroga al decreto “dignità” in merito ai contratti a tempo determinato
Prorogato al 31 marzo 2021
 il termine fino al quale i contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati – per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta – anche in assenza delle condizioni giustificatrici, ex art. 19, comma 1, D.Lgs. n. 81/2015 e s.m.i.., quali:

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
  • esigenze di sostituzione di altri lavoratori assenti;
  • altre esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’ordinaria attività.

Art. 1, comma 349: le novità in tema di contratto di espansione interprofessionale
Prorogata al 2021 l’operatività del contratto di espansione, estendendone l’applicazione anche alle imprese con almeno 500 dipendenti (fino al 2020, il limite era fissato a 1.000).
Tale strumento sarà attivabile anche dalle imprese con almeno di 250 unità nel caso in cui le stesse accompagnino le nuove assunzioni a uno “scivolo” per i lavoratori più vicini all’età pensionabile.
Per le aziende che occupano più di 1.000 dipendenti, a fronte di un impegno ad assumere un lavoratore ogni 3 in uscita, viene ulteriormente alleggerito il costo legato al prepensionamento.

PRINCIPALI SCADENZE

Data scadenza/decorrenzaAmbitoAttivitàSoggetti obbligatiModalità
Lunedì
11/01/2021
FondiFondo A.Pastore: contributi dirigenti versamento trimestrale Aziende del Commercio, Spedizione, TrasportiAziende commercio, trasporto e spedizioneModello PIA – BNL
Lunedì
11/01/2021
FondiFondo M.Besusso: contributi dirigenti versamento trimestrale Aziende del Commercio, Spedizione, TrasportiAziende commercio, trasporto e spedizioneModello C/01 BNL
Lunedì
11/01/2021
FondiFondo M.Negri: contributi dirigenti versamento trimestrale Aziende del Commercio, Spedizione, TrasportiAziende commercio, trasporto e spedizioneModello PIA – BNL
Lunedì
11/01/2021
INPSVersamento dei contributi per i lavoratori domestici relativi al trimestre precedenteDatori di lavoro domesticoInps via telematica – Tramite Conctat Center – Bollettino Mav
Venerdì
15/01/2021
Assist.fiscaleComunicazione ai dipendenti di voler prestare assistenza fiscale direttaDatori di lavoro sostituti d’imposta che prestano assistenza fiscale 
Lunedì
18/01/2021
INPSVersamento contributo Tfr al Fondo di TesoreriaDatori di lavoro del settore privato che abbiano alle proprie dipendenze almeno 50 addettiModello F 24 on line
Lunedì
18/01/2021
INPSVersamento alla Gestione separata dei contributi calcolati su compensi erogati nel mese precedente a collaboratori coordinati e continuativi e venditori a domicilio, iscritti e non iscritti a forme di previdenza obbligatoriaCommittentiModello F 24 on line
Lunedì
18/01/2021
INPSVersamento dei contributi sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti corrisposte nel mese precedenteDatori di lavoroModello F 24 on line
Lunedì
18/01/2021
INPSVersamento contributo ordinario fondo di integrazione salariale.Datori di lavoro operanti in settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale con più di 15 dipendenti (Codice autor. INPS 0J)Modello F 24 on line – Denuncia Uniemens
Lunedì
18/01/2021
INPS ex ENPALSVersamento contributi previdenziali relativi al mese precedenteAziende dei settori dello spettacolo e dello sportModello F 24 on line
Lunedì
18/01/2021
IRPEFSostituti d’imposta Versamento ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, provvigioni, indennità di cessazione del rapporto di agenzia e di collaborazione coordinata e continuativa corrisposti nel mese precedenteSostituti d’impostaModello F 24 on line
Lunedì
18/01/2021
IRPEFVersamento addizionale regionale: rata addizionale regionale trattenuta ai lavoratori dipendenti sulle competenze del mese precedente o in unica soluzione a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro.Sostituti d’impostaModello F 24 on line
Lunedì
18/01/2021
IRPEFVersamento addizionale comunale: versamento delle rate dell’addizionale comunale previsto in forma di acconto e saldo. In caso di cessazione del rapporto di lavoro in corso d’anno, l’addizionale residua dovuta e versata in un’unica soluzione.Sostituti d’impostaModello F 24 on line
Lunedì
18/01/2021
INPGIDenuncia e versamento contributi relativi al mese precedenteDatori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze giornalisti e praticantiModello F24/Accise – Denuncia modello DASM
Lunedì
18/01/2021
CASAGITDenuncia e versamento contributi relativi al mese precedenteDatori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze giornalisti e praticantiBonifico bancario – Denuncia modello DASM
Mercoledì 20/01/2021FondiPrevindapi denuncia e versamento trimestrale contributi Dirigenti iscrittiAziende Piccola Media IndustriaModello PREV/1 e versamento su C/C bancario
Mercoledì 20/01/2021FondiPrevindai denuncia e versamento trimestrale contributi Dirigenti iscrittiAziende industrialiBonifico bancario – Denuncia telematica al fondo
Mercoledì 20/01/2021FASCDenuncia e versamento contributi relativi al mese precedente dovuti al fondo di previdenza per gli impiegatiImprese di spedizione e agenzie marittime che applicano il Ccnl Agenzie marittime e aeree e il Ccnl Autotrasporto merci e logisticaBonifico bancario – Denuncia telematica
Lunedì
25/01/2021
ENPAIADenuncia delle retribuzioni e versamento dei contributi previdenziali per gli impiegatiAziende agricoleM.A.V. bancario – denuncia on line
Lunedì
01/02/2021
INPS ex ENPALSDenuncia contributiva mensile unificataAziende settori sport e spettacoloProcedura telematica
Lunedì
01/02/2021
INPSDenuncia contributiva e retributiva – Uniemens individuale comunicazione dei dati retributivi e contributiviDatori di lavoroTrasmissione telematica
Lunedì
01/02/2021
INPSDenuncia trimestrale lavoro agricoloAziende agricoleModello DMAG-Unico telematica
Lunedì
01/02/2021
LULStampa Libro Unico del Lavoro relativo al periodo precedenteDatori di lavoro, intermediari obbligati alla tenutaStampa meccanografica – Stampa Laser
Lunedì
01/02/2021
Assunzioni obbligatorieInvio Prospetto informativo disabiliDatori di lavoro soggetti obbligatiTrasmissione telematica

Tratto da My Solution

Bientina lì, 05/01/2020

Studio Mattonai

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