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NOVITA’ E AGEVOLAZIONI

ACCERTAMENTO

ISA 2021: focus su nuovi correttivi e cause di esclusione “Covid-19”

Agenzia delle Entrate, Circolare 4 giugno 2021, n. 6/E

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare n. 6/E del 4 giugno 2021, con la quale ha fornito indicazioni per l’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (D.L. n. 50/2017) per il periodo d’imposta 2020.
Per tale periodo d’imposta, spiega infatti l’Agenzia Entrate, tutti gli ISA sono stati oggetto di una profonda revisione finalizzata a garantirne la corretta applicazione, tenendo conto degli effetti di natura straordinaria della crisi economica e dei mercati conseguente all’emergenza Covid-19 per il periodo d’imposta 2020.
Nel documento, particolare attenzione viene data alle nuove cause di esclusione dell’applicabilità degli ISA, introdotte dai decreti ministeriali del 2 febbraio 2021 e del 30 aprile 2021: sono esclusi dall’applicazione degli Isa 2021 i contribuenti che hanno subito una diminuzione di ricavi e compensi di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente oppure che hanno aperto la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019 o, infine, che esercitano in maniera prevalente una delle attività economiche individuate da specifici codici attività.
Tuttavia, chiarisce ancora l’Agenzia Entrate, al fine di non compromettere la coerenza nella serie storica degli indicatori, dovranno comunque essere comunicati i dati economici, contabili e strutturali previsti dai modelli.


TRIBUTI LOCALI, DICHIARAZIONI

Entro il 30 giugno la dichiarazione IMU per l’anno d’imposta 2020: chiarimenti su esenzioni per emergenza Covid-19

Mef, Dipartimento Finanze, FAQ 8 giugno 2021

L’art. 1, comma 769, della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (legge di Bilancio 2020), ha disposto il nuovo termine di presentazione della dichiarazione IMU entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. Dunque, la dichiarazione IMU per l’anno d’imposta 2020 dovrà essere presentata o trasmessa telematicamente entro il 30 giugno 2021.
Sul sito internet del MEF (Dipartimento delle Finanze) sono stati pubblicati tramite FAQ alcuni chiarimenti in merito agli adempimenti dichiarativi IMU in caso di esenzioni previste in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e al calcolo dell’imposta dovuta per la prima rata.

Vedi l’Approfondimento


VERSAMENTI

Imposte sui redditi: entro il 30 giugno i versamenti

Il prossimo 30 giugno 2021 (salvo proroghe) sarà la prima scadenza “ordinaria” per i versamenti di saldi e acconti derivanti dalle dichiarazioni dei Redditi del periodo d’imposta 2020.
Sono previste eccezioni per i contribuenti che volessero approfittare della possibilità di giovarsi di ulteriori 30 giorni (con maggiorazione dello 0,4%) e per le società di capitali che hanno approvato il bilancio nel corso del mese di giugno, avvalendosi del maggiore termine di 180 giorni.
Ricordiamo che, in caso di rateazione, le rate successive alla prima scadranno:

  • il 16 del mese per i titolari di partita IVA e
  • a fine mese per i non titolari di partita IVA.

Vedi l’Approfondimento


FATTURA ELETTRONICA, ADEMPIMENTI

Nuova funzionalità per la conservazione “massiva” delle fatture elettroniche transitate tramite SdI

L’Agenzia delle Entrate, nella sezione del proprio portale “Fatture e Corrispettivi”, dedicata alla fatturazione elettronica e ai corrispettivi telematici, ha informato della disponibilità di una nuova funzionalità di conservazione delle fatture elettroniche che permette di portare in conservazione “massivamente” le fatture elettroniche transitate da SdI.
Al momento dell’adesione dell’accordo di servizio si potrà indicare una data antecedente a quella dell’adesione stessa.
A partire dalla data indicata, infatti, verranno conservate automaticamente tutte le fatture trasmesse e ricevute dal SdI anche nei periodi in cui il servizio non era attivo. In caso non si indicasse la data di recupero retroattivo, precisano le Entrate, verranno conservate solo le fatture transitate dal SdI dal giorno successivo alla data di adesione al servizio.


SOCIETÀ

Il pagamento dei Diritti Camerali 2021

Per i soggetti tenuti al versamento del diritto annuale 2021, salvo le nuove iscrizioni in corso d’anno, il termine per il pagamento coincide con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi con la possibilità di versare nei 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il versamento dovrà quindi avvenire entro il 30 giugno 2021.


IVA

Dal 26 maggio 2021 la nota di credito per recupero IVA si potrà emettere all’avvio della procedura concorsuale

D.L. 25 maggio 2021, n. 73, art. 18

Il Decreto “Sostegni-bis” (art. 18 D.L. n. 73/2021) ha modificato il momento nel quale sorge il diritto a recuperare l’IVA attraverso l’emissione di note di credito.
La nuova disposizione è applicabile alle procedure concorsuali avviate in seguito alla data di entrata in vigore della norma e quindi dal 26 maggio 2021 (giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. n. 73/2021).
Per le procedure concorsuali iniziate dal 26 maggio 2021, il recupero dell’IVA potrà avvenire a partire dalla data in cui il cessionario o committente dell’operazione fatturata è assoggettato a una procedura concorsuale o dalla data del decreto che omologa un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis legge fallimentare, o dalla data di pubblicazione nel registro delle imprese di un piano attestato ai sensi dell’art. 67, comma 3, lettera d), legge fallimentare.
Il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data:

  • della sentenza dichiarativa del fallimento o
  • del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o
  • del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo o
  • del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Nel caso in cui, successivamente all’emissione della nota di credito, sia incassato in tutto o in parte il corrispettivo, occorrerà effettuare una nota di variazione in aumento, per versare la relativa imposta a debito.


DICHIARAZIONI

Invio tardivo della Dichiarazione IVA entro il 29 luglio 2021

È scaduto il 30 aprile scorso il termine, a disposizione dei soggetti passivi obbligati, per la presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa al periodo d’imposta 2020. Se l’adempimento non è stato assolto o la dichiarazione trasmessa risulta inesatta, è ancora possibile regolarizzare la posizione usufruendo anche della riduzione delle sanzioni amministrative prevista dal ravvedimento operoso.
Tenuto conto che le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine sono considerate valide, salva l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo, entro il 29 luglio 2021 si può validamente inviare il modello IVA 2021 per il 2020.
Nel caso di dichiarazione tardiva è dovuta:

  • la sanzione prevista per l’omessa dichiarazione in assenza di debito d’imposta, che è pari a 25 euro (1/10 del minimo) per effetto del ravvedimento operoso;
  • la sanzione per l’eventuale tardivo o carente pagamento del tributo, che è pari al 30% dell’imposta non versata (15% dell’imposta per i versamenti operati entro 90 giorni dalla scadenza e 1/15 per ciascun giorno di ritardo, se quest’ultimo non è superiore a 14 giorni);

A partire dal 30 luglio 2021, la dichiarazione annuale IVA per il 2020 non presentata si considera omessa.


ARTIGIANI E COMMERCIANTI, PREVIDENZA

Esclusi dalla base imponibile INPS di artigiani e commercianti gli utili derivanti dalla mera partecipazione a società di capitali

Inps, Circolare 10 giugno 2021, n. 84

Con la Circolare 10 giugno 2021, n. 84, l’Inps ha recepito le indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che, con la nota prot. n. 7476 del 16 luglio 2020, ha condiviso l’orientamento recente della Corte di Cassazione (cfr. le sentenze n. 21540/2019, n. 23790/2019, n. 23792/2019, n. 24096/2019 e n. 24097/2019), secondo cui devono essere esclusi dalla base imponibile contributiva i redditi di capitale attribuiti agli iscritti alle Gestioni speciali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali derivanti dalla partecipazione a società di capitali nella quale i lavoratori autonomi non svolgono attività lavorativa.
La Corte di Cassazione (sentenza n. 23790/2019) ha evidenziato che, dal quadro giuridico di riferimento, appare che per i soci di società commerciali la condizione essenziale perché sorga l’obbligo contributivo nella Gestione degli artigiani e dei commercianti è quella della “partecipazione personale al lavoro aziendale”, mentre “la sola percezione di utili derivanti da una mera partecipazione (senza lavoro) in società di capitali non può far scattare il rapporto giuridico previdenziale, atteso che il reddito di capitale non rientra tra quelli costituzionalmente protetti, per il quale la collettività deve farsi carico della libertà dai bisogni (tra i quali rientra il diritto alla pensione al termine dell’attività lavorativa)”.
Ne consegue, ora anche secondo l’Inps, che gli utili derivanti dalla mera partecipazione a società di capitali, senza prestazione di attività lavorativa, disciplinati dal Testo unico delle imposte sui redditi tra i redditi di capitale, non sono ascrivibili alle disposizioni di cui all’art. 3-bis del D.L. n. 384/1992.
Restano ferme le regole ordinarie di obbligo contributivo in caso di svolgimento dell’attività lavorativa all’interno di società di capitali da parte dei soggetti che hanno quote di partecipazione nelle stesse società.
La circolare precisa infine che le nuove indicazioni fornite in merito alla determinazione della base imponibile avranno effetto soltanto con decorrenza a partire dall’anno di imposta 2020.


SOCIETÀ

Studio Notariato: perdite sterilizzate 5 anni causa Covid-19

Consiglio nazionale Notariato, Studio n. 88/2021

Con lo Studio n. 88/2021 (pubblicato on line) il Consiglio Nazionale del Notariato sostiene che la norma che sterilizza per cinque anni le perdite rilevanti delle società di capitali (art. 6 del D.L. n. 23/2020, come modificato dalla legge n. 178/2020) si riferisce tanto alle perdite maturate durante l’esercizio in corso al 31 dicembre 2020 quanto a quelle maturate in precedenza e risultanti dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2020. Quindi la sospensione delle misure di ricapitalizzazione si estende anche alle perdite prodotte in esercizi anteriori rispetto a quello in corso al 31 dicembre 2020.
La normativa in esame non coprirebbe invece le perdite che maturino nell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020, con la conseguenza che, per queste perdite, tornerà applicabile la normativa ordinaria.


TERZO SETTORE

5 per mille 2020: online sul sito delle Entrate gli elenchi degli ammessi e degli esclusi

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato gli elenchi per la destinazione del 5 per mille dell’anno finanziario 2020 con i dati relativi alle preferenze espresse dai contribuenti nella propria dichiarazione dei redditi. Si tratta di oltre 69mila enti tra volontariato, ricerca sanitaria e scientifica, associazioni sportive dilettantistiche, enti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici, enti gestori delle aree protette e quasi 8mila Comuni.
L’elenco degli enti ammessi e di quelli esclusi è consultabile online, nell’area tematica “5 per mille”, insieme agli importi attribuiti.


IMMOBILI, AGEVOLAZIONI

La guida ABI per la cessione dei crediti bonus casa alle banche

ABI, Guida Cessione dei “crediti bonus casa” 2021

Anche quest’anno è possibile usufruire di una serie di agevolazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico degli edifici che si affiancano alla nota misura del Superbonus.
Per la maggior parte di esse il titolare dei lavori può optare per la cessione del credito d’imposta anche a banche e ad altri intermediari finanziari.
L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ha pubblicato una guida infografica per la cessione dei “crediti bonus casa” alle banche.


APPROFONDIMENTI
TRIBUTI LOCALI, DICHIARAZIONI

Dichiarazione IMU per l’anno d’imposta 2020 ed esenzioni per emergenza Covid-19

L’art. 1, comma 769, della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (legge di Bilancio 2020), ha disposto il nuovo termine di presentazione della dichiarazione IMU entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. Dunque, la dichiarazione IMU per l’anno d’imposta 2020 dovrà essere presentata o trasmessa telematicamente entro il 30 giugno 2021.
Sul sito internet del MEF (Dipartimento delle Finanze) sono stati pubblicati tramite FAQ alcuni chiarimenti in merito agli adempimenti dichiarativi IMU in caso di esenzioni previste in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e al calcolo dell’imposta dovuta per la prima rata.

Presentazione della dichiarazione
La Dichiarazione IMU deve essere presentata al Comune in cui sono ubicati gli immobili entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.
La norma prevede che sia presentata al Comune in cui sono ubicati gli immobili anche la Dichiarazione TASI, ma il Dipartimento delle Finanze, già con la Circolare 3 giugno 2015, n. 2, ha precisato che non è necessaria la predisposizione di uno specifico modello di dichiarazione per la tassa sui servizi indivisibili (TASI) e potrà essere utilizzare la dichiarazione IMU per assolvere gli adempimenti dichiarativi TASI.
Non sempre è obbligatoria la presentazione della dichiarazione. La dichiarazione IMU/TASI è una dichiarazione ultrattiva, nel senso che se non cambiano gli elementi dichiarati non occorre ripresentarla ogni anno.
L’obbligo di presentazione sussiste solo se si verificano delle variazioni negli elementi precedentemente dichiarati che incidono sull’ammontare dell’imposta dovuta. Peraltro, si deve trattare di variazioni non conoscibili dal Comune mediante l’accesso alla banca dati catastali (come ad esempio per gli immobili in leasing).
Di seguito un elenco non esaustivo delle casistiche che determinano l’obbligo alla presentazione della dichiarazione IMU:

  • immobili che sono stati oggetto di locazione finanziaria “leasing”;
  • immobili oggetto di concessione amministrativa su aree demaniali;
  • atti costitutivi, modificativi o traslativi relativi ad aree fabbricabili se ai fini del versamento il contribuente non si è attenuto a quanto previsto ai valori venali in comune commercio predeterminati dal Comune;
  • terreno agricolo divenuto area fabbricabile;
  • area divenuta edificabile a seguito demolizione di fabbricato;
  • immobile assegnato in via provvisoria a socio di cooperativa edilizia a proprietà divisa (in assenza di atto notarile di trasferimento);
  • immobile assegnato a socio di cooperativa edilizia a proprietà indivisa o se lo stesso è stato destinato ad abitazione principale;
  • immobile concesso in locazione dagli IACP o dagli Enti di edilizia residenziale pubblica avente le stesse finalità;
  • immobili esenti ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. c) e i), del D.Lgs. n. 504/92, pertanto fabbricati con destinazione ad usi culturali e immobili utilizzati dai soggetti ex art. 73 del TUIR aventi esclusivamente destinazione non commerciale di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche; tra questi ultimi rientrano anche le università non statali e le scuole paritarie in possesso di particolari requisiti, ricettive, culturali, ricreative e sportive comprese anche attività di religione e di culto;
  • immobili inagibili o inabitabili recuperati per essere destinati ad attività assistenziali che erano esenti;
  • immobile che ha acquisito o perso nell’anno l’esenzione dall’imposta;
  • fabbricato di categoria D, non iscritto in catasto, ovvero iscritto, ma senza attribuzione di rendita, interamente posseduto da imprese e distintamente contabilizzato, per il quale sono stati computati costi aggiuntivi a quelli di acquisizione;
  • immobili per i quali si è determinata una riunione di usufrutto, non dichiarata in catasto;
  • estinzione dei diritti di abitazione, uso, enfiteusi o superficie sull’immobile (se non dichiarata in catasto o se non utilizzato il MUI per l’atto);
  • parti comuni dell’edificio di cui all’art. 1117, numero 2, del Codice Civile accatastate autonomamente (in presenza di costituzione di condominio sarà l’amministrazione ad adempiere all’obbligo per tutti i condomini);
  • multiproprietà;
  • immobile posseduto, a titolo di proprietà o altro diritto reale, da persone giuridiche interessate da fusione, incorporazione o scissione;
  • acquisto o cessazione di diritto reale sull’immobile per effetto di legge (ad esempio usufrutto legale dei genitori);
  • per i soggetti appartenenti alle forze dell’ordine per i quali non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica ai fini del riconoscimento delle agevolazioni riconosciute all’abitazione principale;
  • per usufruire dell’equiparazione all’abitazione principale dei fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle Infrastrutture del 22 aprile 2008.

I soggetti tenuti ad effettuare tale adempimento sono coloro che hanno cessato di essere soggetti passivi e coloro che hanno iniziato ad essere soggetti passivi.

Esenzioni per emergenza Covid-19
Il Dipartimento delle Finanze, attraverso alcune FAQ pubblicate sul proprio sito, ha precisato che i soggetti esonerati dal versamento dell’Imu nel corso del 2020 in base ai decreti connessi all’emergenza Covid-19 sono tenuti a compilare la dichiarazione Imu 2021, per l’anno 2020, barrando la casella “Esenzione”. Non vi è invece alcun obbligo dichiarativo una volta che l’esenzione viene meno, in quanto la durata dell’agevolazione è conosciuta dai Comuni.
Il Mef ha altresì chiarito che il calcolo dell’IMU per l’anno 2021, separatamente per acconto e saldo, deve essere effettuato in base alle effettive condizioni soggettive e oggettive dell’immobile intervenute nel corso del primo e del secondo semestre e non come 50% dell’imposta annua. Pertanto l’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso.


VERSAMENTI

Imposte sui redditi: il calendario delle prossime scadenze

Il prossimo 30 giugno 2021 (salvo proroghe) sarà la prima scadenza “ordinaria” per i versamenti di saldi e acconti derivanti dalle dichiarazioni dei Redditi del periodo d’imposta 2020.
Sono previste eccezioni per i contribuenti che volessero approfittare della possibilità di giovarsi di ulteriori 30 giorni (con maggiorazione dello 0,4%) e per le società di capitali che hanno approvato il bilancio nel corso del mese di giugno, avvalendosi del maggiore termine di 180 giorni.
Ricordiamo che, in caso di rateazione, le rate successive alla prima scadranno:

  • il 16 del mese per i titolari di partita IVA e
  • a fine mese per i non titolari di partita IVA.

Riepilogo delle scadenze (con la maggior rateazione possibile)

Società di persone con esercizio in corso al 31 dicembre 2020 e persone fisiche titolari di partita IVA

Prima scadenza (senza maggiorazione)

RataScadenzaNote
Rata unica o rata 130 giugno 2021 
Rata 216 luglio 2021 
Rata 320 agosto 2021La scadenza del 16 agosto cade nella “pausa estiva” e, quindi, viene prorogata al 20 agosto.
Rata 416 settembre 2021 
Rata 518 ottobre 2021Il 16 ottobre è sabato.
Rata 616 novembre 2021 

Con maggiorazione 0,4%

RataScadenzaNote
Rata unica o rata 130 luglio 202130 luglio, ovvero 30 giorni dal 30 giugno
Rata 220 agosto 2021La scadenza del 16 agosto cade nella “pausa estiva” e, quindi, viene prorogata al 20 agosto
Rata 316 settembre 2021 
Rata 418 ottobre 2021Il 16 ottobre è sabato
Rata 516 novembre 2021 

Persone fisiche non titolari di partita IVA

Prima scadenza (senza maggiorazione) 

RataScadenzaNote
Rata unica o rata 130 giugno 2021 
Rata 220 agosto 2021La scadenza del 31 luglio slitta al 2 agosto, e cade nella “pausa estiva” e, quindi, viene prorogata al 20 agosto
Rata 331 agosto 2021 
Rata 430 settembre 2021 
Rata 52 novembre 2021Il 31 ottobre è domenica ed il 1° novembre è festivo
Rata 630 novembre 2021 

Con maggiorazione 0,4% 

RataScadenzaNote
Rata unica o rata 130 luglio 202130 luglio, ovvero 30 giorni dal 30 giugno
Rata 220 agosto 2021La scadenza del 31 luglio slitta al 2 agosto, e cade nella “pausa estiva” e, quindi, viene prorogata al 20 agosto
Rata 331 agosto 2021 
Rata 430 settembre 2021 
Rata 52 novembre 2021Il 31 ottobre è domenica ed il 1° novembre è festivo
Rata 630 novembre 2021 

PRINCIPALI SCADENZE

Data scadenzaAmbitoAttivitàSoggetti obbligatiModalità
Mercoledì 30 giugno 2021IMU – Presentazione dichiarazionePresentazione della dichiarazione IMU da parte dei soggetti che siano entrati in possesso o detenzione di nuovi immobili o i cui immobili abbiano avuto variazioni rilevanti ai fini della determinazione del tributo.Proprietari di beni immobili e titolari di diritti reali di godimento su beni immobili.Consegna diretta al Comune in cui è ubicato l’immobile; A mezzo posta, con raccomandata A/R, in busta chiusa indirizzata all’Ufficio tributi del Comune competente; Invio telematico con posta certificata (PEC).
Mercoledì 30 giugno 2021IMU – Presentazione dichiarazione Enti non commercialiPresentazione della dichiarazione Imu per gli enti non commerciali relativamente alle variazioni intervenute nel 2020.Enti non commercialiTelematica
Mercoledì 30 giugno 2021IRPEF e addizionaliVersamento dell’imposta a saldo 2020 e del primo acconto 2021 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2021 PF/SP e dalla dichiarazione Mod. 730 relativo a soggetti privi di sostituto d’imposta)Persone fisiche, titolari e non titolari di partita IVA, tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi modello Redditi 2021   Società di persone e soggetti equiparati, titolari e non titolari di partita IVA, tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi modello Redditi 2021.Mod. F 24
Mercoledì 30 giugno 2021IRESVersamento dell’imposta a saldo 2020 e del primo acconto 2021 (risultante dalla dichiarazione REDDITI 2020 SOGGETTI IRES).Soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare e approvazione del bilancio nei termini ordinari.Mod. F 24
Mercoledì 30 giugno 2021Diritto cameraleVersamento diritto annuale 2021Soggetti (imprese e società) iscritti o annotati nel Registro imprese.Mod. F24

Tratto da My Solution

Bientina lì, 18/06/2021

Studio Mattonai

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