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NOVITA’ E AGEVOLAZIONI (LAVORO)

CONCORRENZA

Approvato in Consiglio dei Ministri il decreto legge “Concorrenza”

Comunicato Stampa 4 novembre 2021

In data 4 novembre 2021, il Consiglio dei Ministri n. 45 ha approvato il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021, avente le seguenti finalità:

  1. promuovere lo sviluppo della concorrenza, anche al fine di garantire l’accesso ai mercati di imprese di minori dimensioni;
  2. rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo e amministrativo, all’apertura dei mercati;
  3. garantire la tutela dei consumatori.

Tra le altre cose, il provvedimento stabilisce che al fine di assicurare la semplificazione degli adempimenti e delle attività di controllo, nonché di favorire la ripresa e il rilancio delle attività economiche, il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi, volti a semplificare, rendere più efficaci ed efficienti e coordinare i controlli sulle aziende.

Tali decreti legislativi devono essere adottati entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge delega.

Le attività ispettive devono tener conto dei seguenti principi e criteri direttivi:

  • eliminazione degli adempimenti non necessari alla tutela degli interessi pubblici, nonché delle corrispondenti attività di controllo;
  • semplificazione degli adempimenti amministrativi necessari sulla base del principio di proporzionalità rispetto alle esigenze di tutela degli interessi pubblici;
  • coordinamento e programmazione dei controlli da parte delle amministrazioni per evitare duplicazioni e sovrapposizioni dei controlli e ritardi al normale esercizio delle attività dell’impresa, assicurando l’efficace tutela dell’interesse pubblico;
  • programmazione dei controlli secondo i principi di efficacia, efficienza e proporzionalità, tenendo conto delle informazioni in possesso delle amministrazioni competenti, definendo contenuti, modalità e frequenza dei controlli anche sulla base dell’esito delle verifiche e delle ispezioni pregresse;
  • ricorso alla diffida o ad altri meccanismi di promozione dell’ottemperanza alla disciplina a tutela di interessi pubblici;
  • promozione della collaborazione tra le amministrazioni e i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità, anche introducendo meccanismi di dialogo e di valorizzazione dei comportamenti virtuosi, anche attraverso strumenti premiali;
  • accesso ai dati e scambio delle informazioni da parte dei soggetti che svolgono funzioni di controllo ai fini del coordinamento e della programmazione dei controlli anche attraverso l’interoperabilità delle banche dati;
  • individuazione, trasparenza e conoscibilità degli obblighi e degli adempimenti che le imprese devono rispettare per ottemperare alle disposizioni normative, nonché dei processi e metodi relativi ai controlli, per mezzo di strumenti standardizzati e orientati alla gestione dei rischi, quali liste di verifica, manuali e linee guida e indirizzi uniformi;
  • verifica e valutazione degli esiti dell’attività di controllo in termini di efficacia, efficienza e sostenibilità;
  • divieto per le pubbliche amministrazioni, nell’ambito dei controlli sulle attività economiche, di richiedere la produzione di documenti e informazioni già in loro possesso.

EMERGENZA CORONAVIRUS

Ulteriori chiarimenti sul nuovo servizio INPS Greenpass50+ per la verifica della Certificazione verde

INPS, Messaggio 3 novembre 2021, n. 3768; INPS, Messaggio 15 novembre 2021, n. 3948

L’INPS – con Messaggio del 21 ottobre 2021, n. 3589 – ha introdotto, nella sezione “Servizi” del proprio portale istituzionale, una nuova procedura di verifica automatizzata delle certificazioni verdi Covid-19, integrata con la Piattaforma Nazionale DGC.

Successivamente, con Messaggio del 3 novembre 2021, n. 3768, l’Istituto ha fornito nuovi chiarimenti in merito alla nuova funzionalità di verifica “Greenpass50+”: al riguardo, con decorrenza 4 novembre 2021, è disponibile una nuova funzionalità, da attivare in fase di accreditamento, che permette di “assegnare” a ciascun “Verificatore” un insieme, ben definito, di codici fiscali dei dipendenti dell’azienda. Soltanto per questi il “Verificatore” potrà effettuare la verifica del possesso del Green pass, ferma restando la loro presenza nei flussi UNIEMENS-POSAGRI-ListaPosPA.

L’INPS – con Messaggio del 15 novembre 2021, n. 3948 – ha ricordato che da tale data, tenuto conto di esigenze organizzative rappresentate dalle aziende, in merito ai dipendenti presenti sul luogo di lavoro, al fine della verifica sul possesso del Green pass, ha introdotto, nel servizio “GreenPass50+”, una ulteriore funzionalità per il “Verificatore”, da utilizzare in fase di verifica, che permette di selezionare massivamente i dipendenti per i quali effettuare la verifica sul possesso del Green pass, importando un file contenente i codici fiscali degli stessi dipendenti.

A fronte del caricamento del file, da parte del “Verificatore”, il sistema permette di effettuare la verifica esclusivamente per quei soggetti presenti nel file e per i quali il “Verificatore” stesso ha avuto la visibilità in fase di accreditamento; eventuali soggetti non associati al “Verificatore”, in fase di accreditamento, e presenti nel file di input saranno “scartati” dalla verifica.

La verifica dei soggetti selezionati massivamente, mediante la nuova funzionalità, sarà effettuata con le medesime modalità e nelle stesse condizioni specificate nel Messaggio n. 3589/2021, fermo restando, comunque, la loro presenza nei flussi UNIEMENS-POSAGRI-ListaPosPA dell’azienda.

Il file da importare, in formato *.CSV, prevede una sola colonna, contenente il codice fiscale del dipendente, per cui effettuare la verifica. Il template del file è presente all’interno dell’applicazione stessa ed è scaricabile.

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INAIL, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Al via il rilascio del certificato dei debiti contributivi e per premi assicurativi

INAIL, Nota 12 novembre 2021, n. 12681

L’INAIL – con Nota 12 novembre 2021, prot. 12681 – ha affermato che il certificato debiti per premi assicurativi può essere richiesto dall’imprenditore, profilato all’interno del sistema Inail come legale rappresentante attraverso l’apposito servizio online Certificazione dei debiti.

Il certificato in formato .pdf non modificabile, firmato digitalmente dal Direttore Territoriale, ovvero dai Direttori delle Direzioni Provinciali di Trento e Bolzano e dal Direttore della Sede regionale di Aosta competenti in base alla sede legale del debitore è trasmesso al richiedente tramite PEC entro un termine massimo di 45 giorni decorrenti dalla data della richiesta.

Le richieste di Certificato debiti per premi assicurativi inviate tramite servizio online saranno automaticamente acquisite nella procedura GRA web con la nuova classe documentale Certificazione del debito.

INCENTIVI ALLE AZIENDE

Pubblicate dall’INPS le istruzioni per l’incentivo occupazionale sperimentale per l’assunzione di donne svantaggiate

INPS, Messaggio 5 novembre 2021, n. 3809 

In data 28 ottobre 2021, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ufficializzato l’avvenuto benestare ottenuto dalla Commissione europea sul beneficio sperimentale introdotto dalla legge n. 178/2020 per le assunzioni di donne “svantaggiate” effettuate nel biennio 2021-2022.

Ora l’INPS – con il Messaggio del 5 novembre 2021, n. 3809 – ha reso note le modalità operative per la fruizione dell’esonero per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022.

Com’è noto, l’art. 1, commi 16-19, ha introdotto l’esonero contributivo per l’assunzione di donne nel biennio 2021/2022, pari alla misura del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, per la durata di 12 mesi (elevabili a 18 in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato) e nel limite massimo di € 6.000 annui.

Tale misura estende quanto previsto dall’art. 4, commi 8-11, legge n. 92/2012.

L’incentivo spetta per:

  • le assunzioni a tempo determinato;
  • le assunzioni a tempo indeterminato;
  • le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato.

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INPS, CONTRIBUZIONE

Esonero parziale dei contributi previdenziali: entro il 29 dicembre il versamento della differenza contributiva

INPS, Messaggio 15 novembre 2021, n. 3974

Con il Messaggio 15 novembre 2021, n. 3974, l’Inps ha fornito ulteriori chiarimenti in merito all’esonero parziale dei contributi previdenziali previsto dall’art. 1, commi da 20 a 22-bis, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di Bilancio 2021).

La norma prevede per il 2021 l’esonero parziale della contribuzione previdenziale ed assistenziale dovuta dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle Gestioni Inps e alle Casse previdenziali professionali autonome.

Qualora l’ammontare della contribuzione dovuta per l’anno 2021, con termini di versamento entro il 31 dicembre 2021, dovesse eccedere l’importo concesso dell’esonero, il contribuente dovrà procedere al pagamento della differenza contributiva entro il giorno 29 dicembre 2021.

Decorso tale termine, la differenza dei contributi dovuti sarà gravata delle sanzioni civili calcolate ai sensi dell’art. 116, comma 8, lettera a), della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 20021) a decorrere dal predetto termine.

In materia l’Inps era già intervenuto con la Circolare 6 agosto 2021, n. 124 e il Messaggio 20 agosto 2021, n. 2909.

Le nuove istruzioni INPS sull’esonero contributivo imprese agricole e della pesca

INPS, Messaggio 3 novembre 2021, n. 3774

L’INPS – con Messaggio del 3 novembre 2021, n. 3774 – ha fornito ulteriori istruzioni sull’esonero contributivo per il settore agricolo e della pesca e dell’acquacoltura, ex artt. 16 e 16-bis, D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176).

Com’è noto, l’INPS – con Circolare dell’8 settembre 2021, n. 131 – aveva reso note:

  • le indicazioni relative alla disciplina dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato temporanei a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza da Covid-19,
  • le disposizioni che riguardano l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore delle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra, per i mesi di novembre e dicembre 2020 e gennaio 2021.

Ora l’Istituto, con il Messaggio in commento ha informato che il modulo telematico “Esonero contributivo art. 16-16 bis DL 137/2020 anno 2020-2021” è disponibile per i datori di lavoro nel Portale delle Agevolazioni (ex “DiResCo”) e per i lavoratori autonomi nel Cassetto previdenziale Autonomi in agricoltura, alla sezione “Comunicazione bidirezionale”, selezionando la voce “Invio comunicazione”.

La domanda di esonero deve essere presentata entro il 4 dicembre 2021.

INPS, DENUNCE E COMUNICAZIONI

INPS: al via il codice alfanumerico unico dei CCNL per le comunicazioni Uniemens dei datori di lavoro con matricola DM

INPS, Circolare 12 novembre 2021, n. 170

L’INPS – con circolare del 12 novembre 2021, n. 170 – ha dato attuazione all’art. 16-quater, D.L. 16 luglio 2020, n. 76, con cui è stato istituito il codice alfanumerico unico dei contratti collettivi nazionali di lavoro ed ha, al contempo, illustrato le nuove modalità di valorizzazione nel flusso Uniemens dell’elemento <CodiceContratto> di <DenunciaIndividuale>, con riferimento ai contratti collettivi nazionali di lavoro del settore privato e alle comunicazioni mensili dei datori di lavoro con matricola DM.

Al riguardo, al seguente percorso: “Prestazioni e Servizi” > “Trasmissione UNIEMENS per datori di lavoro di aziende private”, è presente sul sito istituzionale dell’INPS l’elenco dei CCNL vigenti e valorizzabili su Uniemens e il relativo codice alfanumerico unico del CNEL.

A partire dal flusso UniEmens di competenza dicembre 2021, viene introdotto un nuovo elemento, <TipoCodiceContratto>, nella sezione <DenunciaIndividuale>, che informa sulla corretta interpretazione del contenuto dell’elemento <CodiceContratto>.

Tale nuovo elemento è compilabile nel seguente modo:

  • è omesso o valorizzato con il valore “01” per indicare che il <CodiceContratto> segue la codifica INPS;
  • assume il valore “02” per indicare che la codifica presente in <CodiceContratto> è quella del CNEL.

MANOVRA 2022

Al via la discussione in Senato della legge di Bilancio 2022

Ddl di Bilancio 2022 – Testo bollinato

A decorrere dal 16 novembre 2021, è previsto l’inizio “dei lavori” in Senato sul ddl Legge di Bilancio 2022.

Di seguito, le misure più rilevanti:

  • Pensioni – confermato l’addio a Quota 100 con al suo posto una Quota 102, che permetterà l’uscita a 64 anni di età e 38 anni di contributi. Prorogata l’Ape Sociale, ma all’anticipo pensionistico potranno accedere altre categorie di lavoratori, ossia le nuove professioni gravose individuate dall’apposita Commissione. Prorogata, infine, anche per Opzione Donna: potranno accedervi coloro che ne maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2021 (58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome con almeno 35 anni di contribuzione).

Prorogato anche per 2022 e 2023 il contratto di espansione (lo scivolo pensionistico fino a cinque anni per favorire il turnover aziendale, con spese a carico dell’azienda): vi potranno accedere le aziende con almeno 50 dipendenti (oggi il limite era pari a 100).

  • Reddito di Cittadinanza – al rifiuto della prima offerta di lavoro, il Reddito di Cittadinanza subirà un taglio di € 5,00 al mese ma solamente per la quota riconosciuta agli occupabili, ossia a coloro che si trovano nella condizione di firmare il Patto di Lavoro. Esclusi dal taglio i nuclei con bambini di età inferiore ai tre anni come pure quelli con disabili gravi o non autosufficienti. Nessuna riduzione neppure per chi riceve meno di € 300 (limite moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza). Nessun taglio se uno dei componenti del nucleo inizia a lavorare. Riviste anche le norme riguardanti la cd. offerta congrua, con il RdC che decade già al secondo rifiuto (e non più al terzo come avviene oggi). Il Reddito di Cittadinanza decade anche per chi non si presenta almeno una volta al mese presso il centro per l’impiego.
  • Congedo di paternità – diventa strutturale il congedo obbligatorio di 10 giorni.
  • Apprendistato professionalizzante senza limiti d’età – le disposizioni ex art. 47, comma 4, D.Lgs. n. 81/2015 riguarderanno anche i lavoratori beneficiari del trattamento di integrazione salariare straordinario (CIGS).
  • Tutela per le donne lavoratrici – proroga del congedo di maternità in alcune occasioni e decontribuzione per le lavoratrici che invece rientrano dalla maternità. Stanziati 52 milioni di euro per la parità salariale uomo-donna.
  • Riforma degli ammortizzatori sociali – estesi gli ammortizzatori sociali alle imprese sotto i 5 dipendenti, oggi scoperti dalla CIG. Dal gennaio 2022 l’aliquota di finanziamento del FIS (Fondo integrazione salariale) sale a:
  • 0,50% per i datori di lavoro che, nel semestre precedente la presentazione della domanda, abbiano occupato fino a cinque dipendenti;
  • 0,80% per i datori di lavoro con più di cinque dipendenti.
  • Novità anche per NASpI (allargamento della platea dei beneficiari e nuova modalità di calcolo del decalage) e DIS-COLL (nuova modalità di calcolo del decalage).

VIGILANZA SUL LAVORO

I chiarimenti INL sul nuovo provvedimento di sospensione ex art. 14, D.Lgs. n. 81/2008

Ispettorato Nazionale del Lavoro, Circolare 9 novembre 2021, n. 3

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Circolare del 9 novembre 2021, n. 3 – ha fornito alcuni chiarimenti sull’istituto della sospensione dell’attività imprenditoriale, alla luce delle novità introdotte dall’art. 13, D.L. n. 146/2021.

Al riguardo, il provvedimento di sospensione è adottato dall’INL “al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori”, per il tramite del proprio personale ispettivo.

Lo stesso potere spetta “ai servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali nell’ambito di accertamenti in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro”.

La principale condizione per l’adozione del provvedimento si realizza quando l’Ispettorato “riscontra che almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro”.

La nuova percentuale del 10% di lavoratori irregolari continuerà ad essere calcolata sul numero di lavoratori presenti sul luogo di lavoro al momento dell’accesso ispettivo.

I lavoratori da conteggiare nella base di computo sono tutti coloro che rientrano nell’ampia nozione di lavoratore, ex art. 2, D.Lgs. n. 81/2008; andranno quindi conteggiati:

  • i collaboratori familiari, anche impegnati per periodi inferiori alle dieci giornate di lavoro;
  • i soci lavoratori cui non spetta l’amministrazione o la gestione della società, non disponendo dei poteri datoriali tipici.

Sussiste l’esclusione del provvedimento di sospensione per lavoro irregolare nel caso in cui il lavoratore risulti l’unico occupato dall’impresa.

Vedi l’Approfondimento

APPROFONDIMENTI

EMERGENZA CORONAVIRUS

Greenpass50+: gli ulteriori chiarimenti INPS e l’intervento del Garante Privacy

La verifica del Green pass nei luoghi di lavoro è uno dei temi più controversi degli ultimi giorni, sospeso tra il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto alla riservatezza dei dati e la gestione operativa di ogni aspetto quotidiano.

L’INPS ha introdotto, nella sezione “Servizi” del proprio portale istituzionale, una nuova procedura di verifica automatizzata delle certificazioni verdi Covid-19, integrata con la Piattaforma Nazionale DGC. 

Tale nuova procedura è stata spiegata con il Messaggio del 21 ottobre 2021, n. 3589: successivamente, l’Istituto è tornato sull’argomento, con il Messaggio 3 novembre 2021, n. 3768.

Di seguito, i chiarimenti generali sulla procedura in specie.

I datori di lavoro dotati di un organico superiore a 50 dipendenti possono utilizzare il nuovo servizio pubblicato sul Portale istituzionale dell’Istituto “Greeenpass50+”, che interroga la PN-DGC come intermediario e consente, con riferimento all’elenco di codici fiscali dei propri dipendenti, la verifica asincrona del Certificato verde Covid-19.

Le attività di verifica devono essere effettuate esclusivamente nei confronti del personale effettivamente in servizio per cui è previsto l’accesso al luogo di lavoro nel giorno in cui è effettuata la verifica, escludendo i dipendenti assenti per specifiche causali (es. ferie, malattie, permessi) o che svolgano la prestazione lavorativa in modalità agile.

Il lavoratore che non risulti in possesso di una Certificazione verde COVID-19 in corso di validità ha comunque diritto di richiedere che la verifica della propria Certificazione verde COVID-19 sia nuovamente effettuata al momento dell’accesso al luogo di lavoro mediante l’applicazione mobile VerificaC19.

Il servizio telematico di verifica predisposto dall’INPS che si articola in tre fasi:

  • accreditamento: i datori del lavoro accreditano l’azienda al servizio di verifica del Green pass e indicano i c.d. “Verificatori”;
  • elaborazione: l’INPS accede alla Piattaforma Nazionale-DGC per il recupero dell’informazione del possesso del Green pass da parte dei dipendenti delle aziende che hanno aderito al servizio;
  • verifica: i “Verificatori” accedono al servizio per la verifica del possesso del Green pass dei dipendenti delle aziende accreditate, dopo aver selezionato i nominativi per i quali verificare il possesso del Green pass.

Con riferimento alla prima fase (Accreditamento), viene precisato che i datori di lavoro, anche mediante gli intermediari delegati, accreditano l’azienda e specificano i codici fiscali dei soggetti, chiamati “Verificatori”, incaricati di procedere alla verifica del possesso del Green pass dei propri dipendenti, selezionandoli dall’elenco messo a disposizione all’interno dell’applicazione.

L’azienda, a seconda della relativa gestione di appartenenza, è identificata da una delle seguenti posizioni contributive:

  • matricola aziendale, in caso di datore di lavoro privato;
  • CIDA, per la gestione agricola;
  • codice fiscale dell’Ente e progressivo, per la gestione dipendenti pubblici.

Durante la fase di accreditamento vengono verificati i requisiti necessari per l’utilizzo della funzionalità:

  • organico aziendale superiore a 50 dipendenti;
  • essere o meno in carico a NoiPA per i servizi stipendiali, in caso di datore di lavoro pubblico.

Al riguardo, l’INPS ha preannunciato che, con una delle prossime release del servizio, i datori di lavoro potranno associare ad ogni verificatore un insieme definito di codici fiscali dei lavoratori per i quali verificare il possesso del Green pass.

I datori di lavoro, o loro intermediari, potranno identificarsi ed autenticarsi al servizio di accreditamento, tramite le credenziali SPID/CIE/CNS/PIN.

Una volta effettuato l’accreditamento, l’INPS effettuerà in modo automatico, ogni giorno, le seguenti elaborazioni (seconda fase del processo):

  • eliminazione di tutti i dati recuperati dalla Piattaforma Nazionale-DGC il giorno precedente;
  • analisi delle aziende che risultano essere accreditate al momento dell’elaborazione;
  • controllo, in fase iniziale, del dimensionamento aziendale;
  • interrogazione della Piattaforma Nazionale-DGC, al fine di recuperare l’informazione sul possesso del Green pass.

I dati recuperati saranno memorizzati nei sistemi dell’Istituto per 24 ore, trascorse le quali saranno cancellati.

Durante la fase di eliminazione dei dati memorizzati, che di norma sarà eseguita dalle ore 20.00 alle ore 23.59 di ogni giorno, il sistema di verifica potrebbe non essere attivo.

Quanto alla terza fase (Verifica), l’INPS individua i dipendenti di un datore di lavoro in base alle denunce individuali trasmesse dalle medesime aziende, tramite i flussi UNIEMENS, e presenti nei sistemi dell’Istituto al momento dell’elaborazione, facendo riferimento al dato più recente.

I “Verificatori”, incaricati dal datore di lavoro e accreditati, tramite il servizio di verifica visualizzano l’elenco di tutti dipendenti dell’azienda per cui sono stati accreditati, per i quali l’Istituto ha acquisito l’esito della verifica del possesso del Green pass presso la PN-DGC.

È possibile verificare il possesso del Green pass esclusivamente per il personale effettivamente in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro ovvero escludono gli assenti dal servizio e i dipendenti in lavoro agile.

I “Verificatori” potranno identificarsi ed autenticarsi al servizio di verifica utilizzando credenziali SPID/CIE/CNS (Profilo cittadino).

I lavoratori del settore pubblico o privato che comunichino di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o risultino privi della predetta certificazione “al momento dell’accesso al luogo di lavoro” o della richiesta di esibizione del Green pass da parte del datore di lavoro sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.

L’INPS – con Messaggio del 3 novembre 2021, n. 3768 – ha fornito nuovi chiarimenti in merito alla nuova funzionalità di verifica “Greenpass50+” per comunicare che, a partire dal 4 novembre 2021, l’Istituto, sarà disponibile una nuova funzionalità, da attivare in fase di accreditamento, che permette di “assegnare” a ciascun “Verificatore” un insieme, ben definito, di codici fiscali dei dipendenti dell’azienda. Soltanto per questi il “Verificatore” potrà effettuare la verifica del possesso del Green pass, ferma restando la loro presenza nei flussi UNIEMENS-POSAGRI-ListaPosPA.

Il servizio è riservato ai datori di lavoro con oltre 50 dipendenti (sia privati che pubblici non aderenti al NoiPA) e va utilizzato con esclusivo riferimento al personale effettivamente in servizio (escludendo quindi dalla verifica i lavoratori in malattia, ferie, permessi ecc.).

Nel caso in cui al “Verificatore” non sia associato alcun dipendente, sarà consentita la visibilità su tutti i dipendenti dell’azienda, così come presenti nei flussi UNIEMENS-POSAGRI-ListaPosPA dell’azienda.

Le fasi di inserimento dei dipendenti sono le seguenti:

  • Inserimento puntuale: l’accreditatore, dopo aver selezionato l’azienda di interesse, mediante la funzionalità “Aggiungi verificatore”, selezionando l’opzione “Visibilità dipendenti” = PARZIALE per il “Verificatore” e, successivamente, cliccando su “dipendenti attribuiti”, potrà specificare uno o più codici fiscali dei lavoratori, per cui il “Verificatore” potrà verificare il possesso del Green pass, ferma restando la presenza dei lavoratori inseriti nei flussi UNIEMENS-POSAGRI-ListaPosPA dell’azienda. Selezionando, invece, “Visibilità dipendenti” = TOTALE, il “Verificatore” indicato avrà la visibilità su tutti i dipendenti risultanti dai flussi UNIEMENS-POSAGRI-ListaPosPA dell’azienda.
  • Importazione massiva: l’accreditatore potrà, dopo aver selezionato l’azienda di interesse, attivare la modalità di importazione massiva dei verificatori/dipendenti, selezionando l’opzione “Importa elenchi”. L’accreditatore potrà scegliere se importare esclusivamente i codici fiscali dei “Verificatori” abilitati a visualizzare l’esito della verifica del possesso del Green pass per tutti i dipendenti. L’accreditatore, in fase di importazione, potrà altresì scegliere se revocare tutti i verificatori preesistenti nel sistema oppure aggiungere i verificatori.

Inoltre, è disponibile la funzionalità di esportazione dell’elenco dei verificatori (con gli eventuali dipendenti associati) presenti nel sistema al momento dell’esportazione, mediante la funzionalità “Esporta elenchi”.

Infine, è opportuno ricordare che nell’iter di conversione del D.L. n. 127/2021, in Senato è stata inserita la possibilità che il lavoratore consegni il Green pass al datore di lavoro, onde evitare un controllo continuo dello stesso.

Tale modalità aprirebbe nuovi scenari in merito alla conservazione dei dati personali.

In tal senso, si segnala la posizione (contraria) del Garante, stante l’art. 48 del regolamento Ue 2021/953 che prevede espressamente la non conservazione dei dati personali usati per il controllo del Green pass, se il certificato non è utilizzato per scopi medici.

Il Garante ricorda che, in base alla scadenza, si può capire se è stato rilasciato a seguito di vaccinazione, guarigione o tampone, aspetti tutelati da garanzie di riservatezza. Inoltre, al datore di lavoro dovrebbe essere preclusa la conoscenza di «condizioni soggettive peculiari dei lavoratori come la situazione clinica e convinzioni personali» e di conseguenza la consegna del Green pass pare «poco compatibile con le garanzie sancite sia dalla disciplina di protezione dati, sia dalla normativa giuslavoristica».

A livello italiano, il divieto di raccolta dei dati dell’intestatario del Green pass, se non quelli strettamente necessari alla gestione di sanzioni e assenze, è stato stabilito dal D.P.C.M. del 17 giugno 2021, e non è consentita la conservazione del Qr code.

Infine, secondo il Garante, non può ritenersi legittima la conservazione della certificazione verde sulla base di un consenso implicito del lavoratore, ritenendo pienamente disponibile il relativo diritto. «Dal punto di vista della protezione dei dati personali…il consenso in ambito lavorativo non può, infatti, ritenersi un idoneo presupposto di liceità, in ragione dell’asimmetria che caratterizza il rapporto lavorativo stesso».

INCENTIVI ALLE AZIENDE

INPS: l’incentivo occupazionale sperimentale 2021/2022 per le donne svantaggiate

L’INPS – con Messaggio n. 3809/2021 – ha fornito ulteriori chiarimenti (dopo quelli forniti con Circolare n. 32/2021 e Messaggio n. 1421/2021) sull’esonero per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022, ex art. 1, commi da 16 a 19, legge 30 dicembre 2020, n. 178, di modifica dell’art. 4, commi 8-11, legge n. 92/2012.

Possono infatti accedere alle agevolazioni contributive previste dalla legge di Bilancio 2021 tutti i datori di lavoro del settore privato, anche se non imprenditori e anche quelli appartenenti al settore agricolo.

Tra i datori di lavoro privati rientrano anche gli enti pubblici economici; gli Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici; gli enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico; le ex IPAB trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in ASP, ed iscritte nel registro delle persone giuridiche; le aziende speciali costituite anche in consorzio, ai sensi degli articoli 31 e 114 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267; i consorzi di bonifica; i consorzi industriali; gli enti morali; gli enti ecclesiastici.

Sono escluse solamente le Pubbliche Amministrazioni “tipiche” elencate dall’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

L’esonero si applica in caso di assunzione di donne lavoratrici cd. svantaggiate, quali:

  • donne che hanno compiuto almeno 50 di età e “disoccupate da oltre dodici mesi”;
  • “donne di qualsiasi età, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi”. La lavoratrice deve risultare residente in una delle aree individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020. Il rapporto di lavoro può svolgersi anche al di fuori delle aree indicate;
  • donne di qualsiasi età che svolgono professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi” (per il 2021 i settori sono quelli individuati dal D.M. n. 234 del 16 ottobre 2020);
  • donne di qualsiasi età, ovunque residenti e “prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi”. In questo caso occorrerà verificare che la lavoratrice per il periodo di 24 mesi antecedente la data di assunzione non abbia svolto un’attività di lavoro subordinato legata a un contratto di durata di almeno 6 mesi ovvero un’attività di collaborazione coordinata e continuativa (o altra prestazione di lavoro, ex art. 50, comma 1, lett. c-bis), D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, la cui remunerazione annua sia superiore ad € 8.145 o, ancora, un’attività di lavoro autonomo tale da produrre un reddito annuo lordo superiore ad € 4.800.

L’incentivo in commento spetta per:

  • le assunzioni a tempo determinato;
  • le assunzioni a tempo indeterminato;
  • le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato.

L’incentivo spetta anche in caso di part-time e per i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro nonché in riferimento ai rapporti di lavoro a scopo di somministrazione.

Sono invece esclusi dal beneficio i rapporti di apprendistato, i contratti di lavoro domestico, i rapporti di lavoro intermittente e le ipotesi di instaurazione delle prestazioni di lavoro occasionale.

La durata massima dello sgravio è legata alla tipologia di contratto di lavoro instaurato.

Nello specifico:

  • 12 mesi, per le assunzioni a tempo determinato;
  • 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato;
  • 18 mesi complessivi, in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine già agevolato.

L’incentivo spetta anche in caso di proroga del rapporto, effettuata in conformità alla disciplina del rapporto a tempo determinato, fino al limite complessivo di 12 mesi.

In base alle novità introdotte dalla legge n. 178/2020 e limitatamente alle assunzioni/trasformazioni effettuate nel biennio 2021-2022, le suddette assunzioni prevedono – ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche – l’esonero dal versamento contributivo pari al 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari ad € 6.000 annui.

Il beneficio spetta anche per i premi assicurativi dovuti all’INAIL, mentre non sono oggetto di sgravio le cd. contribuzioni minori.

Il diritto alla fruizione dell’incentivo è subordinato alle seguenti condizioni generali:

  • rispetto di quanto previsto dall’art. 1, comma 1175, legge n. 296/2006, quali:
  • regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC);
  • assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
  • applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione, ex art. 31, D.Lgs. n. 150/2015.

Relativamente a tale ultimo punto, ai fini del legittimo riconoscimento dell’agevolazione in specie, la nuova assunzione deve necessariamente rispettare il concetto di “incremento occupazionale netto”.

Al riguardo, viene chiarito che il numero dei dipendenti è calcolato in Unità di Lavoro Annuo (U.L.A.), secondo il criterio convenzionale proprio del diritto comunitario, ma con una novità dettata dall’art. 1, comma 17, legge n. 178/2020, che prevede specificatamente che: “L’incremento della base occupazionale è considerato al netto delle diminuzioni del numero degli occupati verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto”.

Pertanto i datori di lavoro, ai fini della verifica dell’incremento occupazionale netto del bonus donne 2021-2022, possono beneficiare degli “aumenti” della forza aziendale verificatisi in altre società del gruppo o in ogni caso facenti capo allo stesso soggetto, anche per interposta persona.

Il requisito di svantaggio della lavoratrice deve sussistere alla data dell’evento per il quale si intende richiedere il beneficio, ovvero alla data di assunzione e non a quella della eventuale proroga o trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.

Se, invece, si intende richiedere il beneficio per una trasformazione a tempo indeterminato, senza avere richiesto lo stesso per la precedente assunzione a termine, il rispetto del requisito è richiesto alla data della trasformazione.

Pertanto, il beneficio può trovare applicazione anche:

  • nelle ipotesi di trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine non agevolati dalla legge n. 178/2020 e che, in tali fattispecie, l’incentivo spetta per 18 mesi a decorrere dalla data di trasformazione;
  • in caso di proroga del rapporto, effettuata in conformità alla disciplina del rapporto a tempo determinato, fino al limite complessivo di 12 mesi.

L’INPS – con Messaggio n. 3809/2021 – ha precisato che, con decorrenza 11 novembre 2021, i datori di lavoro interessati devono trasmettere istanza preventiva on-line finalizzata per la fruizione dell’incentivo. A tal fine è necessario compilare e trasmettere il modulo “92-2012”, presente all’interno del “Cassetto previdenziale”.

Il modulo è stato rivisitato al fine di prendere atto della diversa disciplina ex lege n. 178/2020.

Per ogni evento incentivabile (assunzione, proroga o trasformazione) è necessario provvedere alla compilazione di una singola comunicazione on-line.

Nel caso in cui l’azienda abbia già trasmesso il modello per la fruizione dell’incentivo pari al 50% dei contributi datoriali (incentivo strutturale ex Legge n. 92/2012), per le assunzioni o trasformazioni effettuate nel corso del corrente anno, la stessa rimane valida ed efficace ai fini della fruizione dell’esonero in misura totale.

Con riferimento alla denuncia Uniemens da effettuare, i datori di lavoro autorizzati possono indicare, a partire dal flusso Uniemens del mese di competenza novembre 2021, nell’elemento “Contributo” la contribuzione dovuta calcolata sull’imponibile previdenziale del mese ed esporre, all’interno di “DenunciaIndividuale”, “DatiRetributivi”, l’elemento “InfoAggcausaliContrib” i seguenti elementi:

  • nell’elemento “CodiceCausale” il valore “INDO”;
  • nell’elemento “IdentMotivoUtilizzoCausale” il valore “data di assunzione a tempo indeterminato o data trasformazione”;
  • nell’ elemento “AnnoMeseRif” l’AnnoMese di riferimento del conguaglio;
  • nell’elemento “ImportoAnnoMeseRif” l’importo conguagliato, relativo alla specifica competenza.

Per il recupero dei benefici spettante per i mesi precedenti del 2021, è necessario valorizzare l’elemento “AnnoMeseRif” con riferimento ai singoli mesi pregressi entro il flusso Uniemens di competenza novembre, dicembre 2021 e gennaio 2022.

Per restituire le quote di esonero parziale applicato ai sensi della L. n. 92/2012 i datori di lavoro devono valorizzare:

  • nell’elemento “CausaleADebito” il codice causale “M431”
  • nell’elemento “ImportoADebito” l’importo da restituire.

VIGILANZA SUL LAVORO

Sospensione dell’attività imprenditoriale: la Circolare dell’INL

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Circolare n. 3/2021 – ha fornito al proprio personale ispettivo le prime indicazioni operative sulle novità introdotte dal D.L. n. 146/2021, relativamente al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Nello specifico, il documento di prassi si sofferma sulle novità contenute nel decreto fiscale con riguardo all’ipotesi di presenza accertata di lavoratori irregolari e di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.

Al riguardo, il novellato art. 14, D.Lgs. n. 81/2008 prevede che il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale vada adottato in tutti i casi in cui sia accertata – nell’unità produttiva ispezionata – una delle seguenti circostanze:

  1. impiego di personale irregolare in misura pari o superiore al 10% del totale dei lavoratori regolarmente occupati;
  2. gravi violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate dall’Allegato I del medesimo D.Lgs. n. 81/2008.

Con riferimento al punto a), l’INL chiarisce che ai fini del calcolo dell’aliquota del 10%, nel numeratore della frazione vanno inseriti soltanto i lavoratori che risultino – all’atto dell’accesso ispettivo – privi della comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro. Pertanto, a differenza del passato, non potranno più essere considerati “in nero” (quindi computati a tal fine) eventuali lavoratori pur sconosciuti alla pubblica amministrazione ma rispetto ai quali non è prevista la Comunicazione Obbligatoria (come, per esempio, i coadiuvanti familiari o i soci lavoratori, per i quali è, tuttavia, pur sempre obbligatoria la DNA all’INAIL).

All’atto pratico, quindi, ai fini dell’adozione del provvedimento interdittivo, andranno computati soltanto i lavoratori irregolari qualificabili come subordinati, parasubordinati (es. co.co.co.) o prestatori occasionali, ex art. 54-bis, legge n. 96/2017.

Il momento in cui va cristallizzata la sussistenza dei presupposti per l’adozione del provvedimento interdittivo è l’“accesso ispettivo”. Ciò comporta che, eventuali regolarizzazioni postume rispetto a tale momento, non potranno in ogni caso precludere l’adozione del provvedimento di sospensione (es. adozione del provvedimento su segnalazione di altre amministrazioni).

Con riferimento al punto b), dal 22 ottobre 2021 il provvedimento di sospensione va adottato ogniqualvolta venga accertata una delle 12 ipotesi tassativamente previste dal nuovo Allegato I del TUSL.

Tale previsione, tuttavia, va letta in combinato disposto con la generalizzazione delle competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro prevista a favore del personale ispettivo INL dal novellato art. 13, D.Lgs. n. 81/2008.

Al riguardo, il richiamato Allegato I (contenente “Gravi violazioni della disciplina di tutela della SSL ai fini dell’adozione dei provvedimenti di cui all’art. 14, D.Lgs. n. 81/2008”) è il seguente:

 FattispecieImporto somma aggiuntiva
1Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischiEuro 2.500
2Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazioneEuro 2.500
3Mancata formazione ed addestramentoEuro 300 per ciascun lavoratore interessato
4Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabileEuro 3.000
5Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS)Euro 2.500
6Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall’altoEuro 300 per ciascun lavoratore interessato
7Mancanza di protezioni verso il vuotoEuro 3.000
8Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terrenoEuro 3.000
9Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischiEuro 3.000
10Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischiEuro 3.000
11Mancanza di protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale)Euro 3.000
12Omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controlloEuro 3.000

Sarà, pertanto, sufficiente l’accertamento di una delle suddette violazioni per consentire, al personale ispettivo dell’Agenzia al pari di quello delle ASL, l’adozione del provvedimento cautelare per violazione delle norme sulla salute e sicurezza nell’ambito di tutte le attività produttive.

Il provvedimento di sospensione va adottato “in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni” (unità produttiva, cantiere, ecc.) e non all’intera impresa e può essere alternativamente adottato in relazione all’attività lavorativa svolta da singoli lavoratori rispetto ai quali il datore di lavoro abbia:

  • omesso la formazione e l’addestramento (violazione n. 3, All. I);
  • omesso di fornire i dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto (violazione n. 6, All. I).

In questi casi, pur potendo l’attività imprenditoriale proseguire, i lavoratori coinvolti dovranno essere sospesi dal lavoro conservando, comunque, tutti i diritti patrimoniali e previdenziali.

Infine, l’INL ha chiarito che in caso di contestuale presenza di più violazioni utili alla adozione del provvedimento di sospensione il personale ispettivo adotterà un solo provvedimento di sospensione fermo restando che, ai fini della relativa revoca, occorrerà verificare la regolarizzazione di tutte le violazioni accertate ed il pagamento delle somme aggiuntive previste per ciascuna di esse.

PRINCIPALI SCADENZE

Data scadenza/decorrenzaAmbitoAttivitàSoggetti obbligatiModalità
Lunedì
22/11/2021
ENASARCOVersamento dei contributi relativi alle provvigioni liquidate nel 3° trimestre 2021Soggetti preponenti nel rapporto di agenziaRid bancario
Lunedì
22/11/2021
FASCDenuncia e versamento contributi relativi al mese precedente dovuti al fondo di previdenza per gli impiegatiImprese di spedizione e agenzie marittime che applicano il Ccnl Agenzie marittime e aeree e il Ccnl Autotrasporto merci e logisticaBonifico bancario – Denuncia telematica
Giovedì
25/11/2021
ENPAIADenuncia delle retribuzioni e versamento dei contributi previdenziali per gli impiegatiAziende agricoleM.A.V. bancario – denuncia on line
Martedì
30/11/2021
FondiFasi: versamento contributi trimestrali Dirigenti aziende industrialiDatori di lavoro aziende industrialiBollettino Bancario – RID
Martedì
30/11/2021
LULStampa Libro Unico del Lavoro relativo al periodo precedenteDatori di lavoro, intermediari obbligati alla tenutaStampa meccanografica – Stampa Laser
Martedì
30/11/2021
Mod.730I datori di lavori che prestano assistenza fiscale, per le dichiarazioni presentate dai contribuenti dal 1° settembre al 30 settembre: consegnano al dipendente copia del Mod. 730 e del prospetto di liquidazione Mod. 730-3. Inviano all’Agenzia delle Entrate i modelli 730Sostituti d’impostaPresentazione
Martedì
30/11/2021
INPS ex EnpalsDenuncia contributiva e retributiva – Uniemens individuale comunicazione dei dati retributivi e contributiviAziende settori sport e spettacoloTrasmissione telematica
Martedì
30/11/2021
INPSDenuncia contributiva e retributiva – Uniemens individuale comunicazione dei dati retributivi e contributiviDatori di lavoroTrasmissione telematica

Tratto da My Solution

Bientina lì, 19/11/2021

Studio Mattonai

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