Il rimborso spese forfettario per i volontari sportivi rappresenta una delle novità più importanti introdotte nella riforma dello sport. Si tratta di uno strumento che consente alle ASD e SSD di riconoscere ai propri volontari un contributo economico equo e trasparente, senza snaturare la natura non lucrativa dell’attività sportiva dilettantistica.
In questa guida scopriamo come funziona il rimborso, chi può riceverlo, quali limiti sono previsti e quali adempimenti devono rispettare le associazioni sportive.
Cos’è il rimborso spese forfettario per i volontari sportivi
Il rimborso spese forfettario è una somma fino a 400 euro mensili che le ASD e SSD possono riconoscere ai volontari sportivi per l’attività svolta. A differenza dei rimborsi documentati, questo non richiede la presentazione di scontrini o fatture, ma va comunque gestito con attenzione per rispettare la normativa fiscale e sportiva.
Obiettivi della norma
L’introduzione del rimborso forfettario nasce da due esigenze:
- Valorizzare il ruolo dei volontari, cuore pulsante dello sport dilettantistico
- Rendere più chiara e uniforme la gestione economica dei rapporti tra enti e collaboratori non retribuiti
Chi può ricevere il rimborso forfettario
I destinatari del rimborso sono i volontari sportivi, cioè coloro che prestano la propria attività:
- senza vincolo di subordinazione
- senza percepire compensi o retribuzioni
- nell’ambito di manifestazioni o eventi sportivi riconosciuti da Federazioni, Discipline associate, Enti di promozione sportiva, CONI, CIP o Sport e Salute S.p.A.
Per riconoscere il rimborso, l’ente sportivo deve adottare una delibera interna che definisca:
- le attività ammesse al rimborso
- (facoltativamente) le tipologie di spese considerate
Questa procedura garantisce trasparenza e tracciabilità, tutelando sia l’associazione che il volontario.
Importo massimo del rimborso e limiti di cumulabilità
Il rimborso forfettario può arrivare fino a 400 euro mensili per volontario. La grande novità rispetto al passato è che può essere riconosciuto anche per attività svolte nel comune di residenza del volontario, superando il precedente limite che escludeva le attività locali.
Questo consente una maggiore flessibilità organizzativa alle ASD e SSD, mantenendo però la natura non lucrativa della collaborazione.
Aspetti fiscali e previdenziali da conoscere
Anche se il rimborso forfettario non costituisce reddito imponibile, deve essere considerato ai fini del calcolo delle soglie di esenzione previste per i lavoratori sportivi autonomi. In particolare:
- oltre i 5.000 euro annui, scatta l’obbligo contributivo previdenziale
- oltre i 15.000 euro annui, i compensi diventano fiscalmente imponibili
👉 Per questo motivo, le associazioni devono monitorare con attenzione tutti i rimborsi e compensi erogati nel corso dell’anno, per evitare superamenti non intenzionali e relative sanzioni.
Obblighi di comunicazione per ASD e SSD
Le ASD e SSD che erogano rimborsi forfettari hanno l’obbligo di comunicare i nominativi dei volontari e gli importi corrisposti. La comunicazione va effettuata entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento, attraverso il Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche.
Le informazioni vengono poi rese accessibili a INPS, INAIL e Ispettorato del Lavoro, garantendo piena tracciabilità. Una buona organizzazione interna e archiviazione digitale dei dati è essenziale per evitare errori o ritardi nelle comunicazioni.
Buone pratiche per volontari e associazioni sportive
Per i volontari
Anche se il rimborso è forfettario, è sempre consigliabile conservare ricevute o giustificativi di spesa, in caso di verifiche. Il rimborso non è un compenso, quindi non può coprire le stesse spese già rimborsate altrove.
Per le ASD e SSD
È buona prassi:
- predisporre una lettera di incarico firmata dal volontario, che chiarisca la natura non retribuita della collaborazione
- deliberare in Consiglio Direttivo i criteri e limiti dei rimborsi
- eventualmente richiedere una autocertificazione del volontario sulle spese sostenute
- archiviare digitalmente tutti i documenti di riferimento (verbali, lettere, comunicazioni)
Questo approccio rafforza la trasparenza e la conformità normativa e tutela l’ente in caso di controlli fiscali o ispettivi.
Rimborsi e lavoro pubblico: attenzione ai limiti
I dipendenti pubblici possono svolgere attività sportiva retribuita o rimborsata solo entro determinati limiti:
- fino a 5.000 euro annui è sufficiente una comunicazione preventiva all’amministrazione
- oltre tale soglia, è necessaria autorizzazione preventiva, che deve essere rilasciata entro 30 giorni
È inoltre obbligatorio comunicare annualmente i compensi percepiti, entro 30 giorni dalla fine dell’anno o dalla cessazione del rapporto. Questo vale soprattutto per chi lavora in ambito scolastico, sanitario o nella pubblica amministrazione.
Perché è importante gestire correttamente i rimborsi ai volontari
Il rimborso spese forfettario è un’opportunità preziosa per sostenere chi dedica tempo e impegno allo sport dilettantistico, ma richiede attenzione amministrativa e chiarezza documentale.
Una gestione corretta consente di:
- valorizzare i volontari in modo legittimo e trasparente
- prevenire rischi fiscali o previdenziali
- garantire la conformità alle norme della riforma dello sport
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