Dal 1° luglio 2023 il mondo dello sport dilettantistico ha vissuto una vera rivoluzione: la riforma del lavoro sportivo, introdotta dal D.Lgs. 36/2021, ha ridefinito ruoli, tutele, contratti e regole fiscali per chi opera all’interno di ASD e SSD.
Nel 2025 la normativa è ormai a regime, ma restano molti dubbi su come inquadrare correttamente collaboratori, istruttori, tecnici e volontari, quali compensi riconoscere e come gestire rimborsi e comunicazioni obbligatorie.
Questa guida sintetizza in modo chiaro e aggiornato tutti gli aspetti pratici che presidenti e dirigenti di associazioni sportive devono conoscere per non incorrere in errori o sanzioni.
Chi è un “lavoratore sportivo”
Il lavoratore sportivo è chi svolge, dietro compenso, un’attività sportiva o amministrativo-gestionale in favore di un’associazione o società sportiva, indipendentemente dal fatto che lo faccia in modo continuativo o occasionale.
Sono lavoratori sportivi:
- atleti, allenatori, istruttori, tecnici, direttori sportivi e preparatori;
- giudici di gara e arbitri;
- addetti amministrativi e gestionali che collaborano all’attività sportiva (es. segreteria, comunicazione, gestione eventi);
- figure di supporto come responsabili di impianto o addetti alla sicurezza.
Restano invece esclusi i volontari sportivi, che operano gratuitamente e possono ricevere solo rimborsi spese.
Tipologie di rapporto di lavoro
La riforma distingue tre principali modalità di collaborazione:
1. Lavoro subordinato
È il rapporto classico, con contratto, orario, busta paga e contribuzione ordinaria. È tipico per figure con mansioni continuative e organizzate dalla ASD/SSD (es. segretario, direttore sportivo).
2. Collaborazione coordinata e continuativa sportiva (co.co.co.)
È la forma più diffusa per istruttori, allenatori e tecnici. Il collaboratore opera con autonomia organizzativa, ma all’interno della struttura dell’associazione.
Deve essere registrato nel Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RAS) e comunicato tramite il portale.
3. Lavoro autonomo occasionale
Riguarda attività limitate nel tempo e non continuative (es. un corso di pochi giorni o una manifestazione sportiva).
Oltre i 5.000 euro annui complessivi, il lavoratore rientra nel regime di lavoro sportivo e scattano gli obblighi contributivi.
Compensi, soglie e contribuzione
Nel 2025 restano in vigore le soglie introdotte dalla riforma:
- Fino a 5.000 € annui: nessun obbligo contributivo, né ritenute o dichiarazioni previdenziali.
- Da 5.001 a 15.000 € annui: il compenso è esente da imposte, ma soggetto a contributi previdenziali nella Gestione Separata INPS, versati dalla ASD/SSD.
- Oltre 15.000 € annui: i compensi diventano imponibili fiscalmente e concorrono al reddito del lavoratore.
L’associazione deve trattenere e versare la quota contributiva a proprio carico (2/3) e quella del lavoratore (1/3), comunicando i dati al RAS entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento.
Rimborsi spese
Oltre ai compensi, la normativa consente di riconoscere ai volontari sportivi rimborsi spese:
- documentati, dietro presentazione di ricevute, biglietti o scontrini;
- forfettari, fino a 400 euro mensili (non soggetti a imposte e senza obbligo di rendicontazione analitica).
Il rimborso forfettario può essere corrisposto anche se l’attività è svolta nel comune di residenza del volontario, ma solo per manifestazioni o eventi sportivi riconosciuti da federazioni, enti o discipline affiliate al CONI o Sport e Salute.
Per garantire la tracciabilità, ogni ASD/SSD deve adottare una delibera interna che definisca:
- le attività ammesse a rimborso;
- le modalità di erogazione;
- le tempistiche e le procedure di controllo.
Volontari sportivi e lettera d’incarico
I volontari non hanno un contratto di lavoro ma devono ricevere una lettera d’incarico firmata dal presidente dell’associazione.
In questo documento vanno indicati:
- le attività che il volontario svolgerà;
- la durata e gli eventuali limiti di rimborso;
- la dichiarazione che l’attività è gratuita e senza vincolo di subordinazione.
La lettera tutela sia l’associazione che il volontario e va conservata per almeno cinque anni.
Adempimenti obbligatori per ASD e SSD
Per ogni lavoratore sportivo o volontario l’associazione deve:
- effettuare la registrazione nel RAS e la comunicazione preventiva dell’attività;
- predisporre il contratto o la lettera d’incarico firmata;
- conservare le ricevute di pagamento e i prospetti dei rimborsi;
- versare i contributi INPS e la ritenuta fiscale (se dovuta);
- includere i compensi nel modello CU e nelle dichiarazioni periodiche.
La mancata registrazione nel RAS o l’omessa comunicazione può comportare sanzioni da 500 a 5.000 euro per ciascun lavoratore e la perdita delle agevolazioni sportive.
Casse previdenziali e coperture assicurative
I lavoratori sportivi versano i contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota del 26,07% (ridotta al 24% per chi è già iscritto ad altra forma previdenziale).
Le ASD e SSD devono inoltre garantire:
- assicurazione contro gli infortuni e la responsabilità civile, stipulata con una compagnia convenzionata o tramite l’ente affiliante;
- eventuale copertura sanitaria integrativa prevista dai contratti collettivi sportivi o dalle federazioni.
Contrattualistica e buone pratiche
Ogni collaborazione sportiva deve essere formalizzata per iscritto, con chiara indicazione di:
- durata e mansioni;
- compenso o rimborso previsto;
- riferimenti alla normativa sul lavoro sportivo;
- modalità di pagamento (tracciata e verificabile).
È consigliabile conservare copia del contratto insieme alle comunicazioni al RAS e alle quietanze di pagamento, così da garantire trasparenza in caso di controlli fiscali o ispettivi.
Errori da evitare
- Pagare compensi senza registrazione nel Registro Nazionale.
- Superare le soglie dei 5.000 o 15.000 euro senza aggiornare il regime fiscale e previdenziale.
- Riconoscere “rimborsi spese” fittizi che nascondono compensi.
- Non differenziare i ruoli tra volontari e collaboratori retribuiti.
Conclusione
Il nuovo quadro normativo ha finalmente dato una forma chiara al lavoro sportivo, portando tutele e trasparenza in un settore che per anni ha operato in modo informale.
Oggi, per le ASD e SSD, è fondamentale distinguere correttamente lavoratori, collaboratori e volontari, applicare i contratti giusti, comunicare tutto al Registro Nazionale e mantenere una contabilità chiara e tracciabile.
Una gestione accurata permette di evitare sanzioni, tutelare i collaboratori e garantire la piena legittimità dell’attività sportiva.
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