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INVENTARIO E VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE DI MAGAZZINO

Con l’approssimarsi delle chiusure di fine anno, si rende necessario provvedere alla valutazione delle giacenze di magazzino relativamente a merci, materie prime, prodotti in corso di lavorazione, lavori e servizi in corso su ordinazione e prodotti finiti esistenti al 31 Dicembre presso l’impresa, i suoi magazzini e depositi, le sue eventuali unità locali, ovvero anche presso terzi (per esempio in conto deposito o in conto lavorazione). Restano esclusi, invece, i beni ricevuti in deposito, lavorazione o visione. La valutazione delle rimanenze a fine esercizio dà l’occasione per verificare che la giacenza effettiva corrisponda a quella contabile e viene effettuata in base a conta fisica (inventario di fatto), da effettuarsi alla data di riferimento del bilancio, ovvero in base alle risultanze della contabilità di magazzino (ove tenuto).
Si invitano, pertanto, tutti i Gentili Clienti che svolgono attività d’impresa a redigere l’inventario analitico di magazzino con riferimento alla situazione esistente a Dicembre nel quale dovranno essere indicate su apposita distinta analitica le giacenze, valutate secondo i criteri esposti nella tabella che segue:
Criteri di valutazione in base alla tipologia di beni :

  • Merci e Materie Prime: da raggruppare, secondo categorie omogenee (per natura e valore), con l’indicazione del criterio valutativo adottato.
  • Prodotti finiti: mediante indicazione analitica dei costi di produzione sostenuti per l’ottenimento dei prodotti stessi.
  • Prodotti in corso di lavorazione: mediante indicazione analitica dei costi di produzione sostenuti fino a Dicembre
  • Lavori e servizi in corso su ordinazione: mediante indicazione analitica del criterio valutativo adottato (costo di produzione o corrispettivo pattuito), nonché del costo industriale sostenuto/corrispettivo ragionevolmente maturato fino alla data medesima.

Per gli esercenti attività di commercio al minuto che adottano il metodo del prezzo al dettaglio, si potrà compilare una distinta di tutte le merci in rimanenza a Dicembre, la cui somma dei prezzi di vendita, scorporata della percentuale di ricarico, determinerà il valore delle rimanenze. In questo caso è necessario predisporre un prospetto illustrativo dei criteri e delle modalità di calcolo adottate.
Si precisa altresì che la norma civilistica (art. 2426, comma 10, C.C.) prevede che qualora la valorizzazione del magazzino effettuata con uno dei metodi consentiti quali: costo medio ponderato annuale, FIFO, LIFO (continuo o a scatti annuali o mensili) differisca in misura apprezzabile dai costi correnti, la differenza dovrà essere indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa. Qualora ci si trovasse in tale situazione si dovrà redigere quindi un prospetto con l’indicazione di entrambi i valori.
In merito alla valutazione si forniscono, inoltre, le seguenti precisazioni:
a) nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori; il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto e può comprendere anche altri costi per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto; i costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione;
b) Il costo dei beni fungibili ( = beni di massa la cui rimanenza non è identificabile rispetto ad un particolare acquisto) può essere calcolato con il metodo della media ponderata ovvero con quello LIFO o FIFO.
 
Data l’importanza civilistica e fiscale dell’adempimento, si invitano i Gentili Clienti a redigere l’inventario con la massima cura e precisione. Il dettaglio delle rimanenze dovrà essere conservato ed esibito, quando e se richiesto dall’Amministrazione Finanziaria, in occasione di accessi, ispezioni, verifiche, visto che in caso di mancanza è legittimo l’accertamento induttivo come ribadito dalla Corte suprema.
 
 
 
Bientina lì 02/01/2026
Studio Mattonai

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