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INFORMATIVA SICUREZZA LAVORO- DICEMBRE 2025

NOLO A CALDO, NOLO A FREDDO E RESPONSABILITA’

Il nolo è una forma di locazione, in cui si può prendere una attrezzatura o anche il suo manovratore. Anche nel secondo caso non si ha appalto e non si rientra nel campo di applicazione del D. Lgs. 81/08, il noleggiatore si limita a concedere in locazione un’attrezzatura di lavoro manovrata da un suo addetto, senza ingerirsi in alcun modo nell’attività dell’impresa conduttrice, la quale si avvale dell’attrezzatura in questione per la realizzazione della sua attività produttiva in assoluta autonomia e con piena gestione dei relativi rischi, garantendo la sicurezza di ogni addetto alla produzione, ivi compreso quello fornito dal noleggiatore. Non ci sono quindi interferenze tra la ditta locatrice e la ditta locataria.

CONTROLLI IN CASO DI INFORTUNIO

Dalla forma alla sostanza: quando la sicurezza “di carta” crolla davanti a un’inchiesta! Dopo un infortunio vengono chiesti documenti (valutazioni, attestati, registri, audit, procedure, verbali, ecc.) e spesso cosa succede? Registro delle manutenzioni assenti o incompleti. Il DVR non è aggiornato o non valuta il rischio relativo all’infortunio accaduto. Nessuna verifica sulle imprese esterne di cui ci si avvale. Formazione senza verifica di efficacia: basta una firma sul registro, ma chi assicura che i lavoratori sappiano davvero cosa fare? Chi non rispetta le misure di sicurezza, come viene gestito? Il datore di lavoro o suo delegato devono considerare ogni aspetto dell’organizzazione aziendale.

SI VIVE DI PIU’ CONTINUANDO A LAVORARE?

Lavorare a lungo senza sentirsi vecchi, dare valore all’esperienza e alla competenza, sentirsi ed essere utili. Ci avete mai pensato al fatto che lasciando il lavoro per raggiungimento di una certa età, poi si senta la mancanza del posto di lavoro, dei colleghi, dell’impegno quotidiano e del rispetto guadagnato in tanti anni (e magari a casa non veniamo altrettanto valorizzati)? Rimanere attivi fuori dal lavoro non è per tutti semplice, la longevità dipende anche da questo. Considerato l’andamento demografico italiano, è molto probabile che ci saranno iniziativeaffinché il lavoro promuova la longevità, anche se ovviamente non tutti i lavori sono uguali e non tutte le persone sono uguali. Ma pensiamoci.

IL PREPOSTO DEVE ESSERE PROATTIVO

Il preposto ha il dovere di vigilare sullo stato dei luoghi di lavoro e sulle attività svolte dai dipendenti, ma ha anche il dovere di rendere edotto delle deficienze delle misure protettive colui che ha l’obbligo di provvedere alla relativa adozione. Se il preposto, consapevole delle situazione di pericolo esistente (per esempio in un piazzale o un un reparto), non lo comunica ai vertici societari, impedisce loro di mettere il sicurezza i lavoratori e di adeguare il documento di valutazione dei rischi. In caso di incidente, infortunio o morte, la responsabilità dell’accaduto è del preposto, che deve monitorare la regolarità e la non pericolosità di ambienti di lavoro, macchine e attrezzature (nonché metodi di lavoro).

OBBLIGO ASSICURAZIONE SU RISCHI CATASTROFALI

Hai provveduto o stai per provvedere? Entro il 31 marzo 2025 secondo il Decreto 30 gennaio 2025 n° 18, occorreva (grandi imprese) stipulare una polizza assicurativa per la copertura dei danni derivanti da eventi catastrofali e calamità naturali. Sono obbligate a provvedere tutte le imprese italiane o che hanno sedi in Italia. Entro il primo ottobre la scadenza è per le medie imprese e il 31 dicembre 2025 l’obbligo è per le piccole e micro imprese. Sono oggetto di assicurazione i terreni, i fabbricati comprensivi di tutti gli impianti e gli accessori, impianti e macchinari necessari all’attività esercitati dall’assicurato, attrezzature industriali e commerciali comunque utilizzate. Gli eventi presi in considerazione sono: alluvione, inondazione ed esondazione, sisma, frana. Non sono coperti danni che sono conseguenza diretta del comportamento attivo dell’uomo (errori, sabotaggi, ecc.). Tutte le polizze già attive dovranno essere adeguate a partire dal primo rinnovo o quietanzamento utile delle stesse. Da valutare quanto spetta al proprietario dell’edificio e quanto all’utilizzatore.

FATTORI UMANI E CULTURA DELLA SICUREZZA

Fare sicurezza non significa solo conformità (misurata con sondaggi e check list), ma significa fare in modo che ciò che le persone fanno quando nessuno le guarda, sia sicuro. Quindi occorre capire come si lavora davvero nella realtà e costruire fiducia tra tutti i livelli organizzativi. Non si devono cercare colpevoli ma imparare dagli errori, la cultura della sicurezza non si impone, si assorbe. Inoltre occorre distinguere tra errore umano e negligenza, perché i provvedimenti da prevedere sono assolutamente differenti. Occorre promuovere una cultura dell’apprendimento e della cooperazione che permetta alle organizzazioni di crescere ed adattarsi a contesti variabili. La sicurezza non si fa per chi controlla, ma per chi lavora!

USO DELLA SEMRIGLIATRICE PORTATILE

Commenti da parte di utilizzatori:

  1. ho usato la smerigliatrice troppo vicino alla finestra e ora le scintille sono bloccate sul vetro
  2. stavo lavorando con una smerigliatrice e una scintilla mi ha colpito un occhio
  3. una volta la mola si è rotta mentre ero in piedi tra le rotaie di un semirimorchio, la mola è tornata indietro verso i miei testicoli, che si sono salvati solo perché indossavo pantaloni e maglia di protezione
  4. usate sempre visiera e abbigliamento di protezione quando lavorate con le mole, non importano dimensioni o giri al minuto, se si rompono si trasformano in schegge o fanno tornare indietro l’utensile verso la tua faccia/pancia/gambe/vestiti. Sono facilmente uno degli oggetti più pericolosi in un’officina
  5. ho un bel segno di cicatrice da una mola che mi è tornata indietro; ha tagliato dritto attraverso il mio grembiule di pelle, la maglietta e una parte del mio stomaco prima che lasciasse la presa. Da quel giorno ho iniziato a usare una protezione
  6. mi hanno insegnato a smerigliare con le scintille verso la tua mano/corpo dominante, poi se scalcia tende ad allontanarsi dal tuo corpo; e non usare un blocco del grilletto, così puoi mollare la presa
  7. tolgo sempre tutti gli adesivi dal retro, una volta sono volati via e mi hanno dato degli “schiaffi” che fanno più male di quello che si potrebbe pensare
  8. stavo tagliando un cerchio da 12″ in una piastra diamantata da 1/4, la lama si è bloccata e l’attrezzo è volato via; per fortuna non è successo niente
  9. meglio comprare una smerigliatrice con il freno, al primo contrattempo il freno è scattato e la smerigliatrice si è fermata
  10. i DPI sono una rottura di palle, finché non ti salvano il culo.

CADUTA DALL’ALTO, COSA FACCIO?

Cosa bisogna fare quando un operatore cade e rimane appeso alla sua imbracatura di lavoro? Prima di tutto è importante reagire velocemente! Una persona sospesa sostenuta dalla sola imbracatura di sicurezza ha un’aspettativa di sopravvivenza di circa 15 a 20 minuti (sindrome da sospensione). I primi sintomi sono di solito: disturbi visivi, disagio e accelerazione del battito cardiaco. La prima cosa da fare è informare i soccorsi. Bisogna comunicare che è avvenuta una caduta e che il malcapitato è sospeso nel vuoto sostenuto solo dall’imbracatura da lavoro. Nell’attesa dei soccorsi, è importante predisporre ed assicurare la zona di soccorso per facilitare l’intervento di recupero. Se la vittima è raggiungibile e cosciente, bisognerà rimanere vicino a lei e confortarla. Se sei stato addestrato all’evacuazione di una persona sospesa, potrai aiutare il malcapitato utilizzando le diverse tecniche di salvataggio apprese durante la formazione. Se questo non è il caso, non intervenire ed aspetta i soccorritori. Dopo l’evacuazione, la vittima dovrà celermente essere sottoposto ad esami medici, anche se risulta cosciente e non si riscontra alcun danno apparente. Gli esami serviranno a scongiurare tutte le sindromi post-traumatiche che potrebbero subentrare dopo “un arresto caduta” e per valutare lo stato generale. La persona è in terra: Se la vittima ha impattato il suolo, è necessario chiamare immediatamente i servizi di emergenza e soccorso per consentire loro di intervenire il più rapidamente possibile sulla scena dell’incidente. In attesa del loro arrivo, se si hanno le conoscenze, è auspicabile aiutare la vittima con i primi soccorsi. Cosa fare con l’imbracatura di sicurezza che indossava l’operatore quando è avvenuta la caduta? Dopo una caduta dall’alto, l’imbracatura dovrà essere quasi sempre smantellata o, in poche circostanze, potrà essere ricondiziona. Questo perché un’imbracatura da lavoro che subisce un urto o uno strappo dovuti da “un arresto caduta”, per poter dissipare l’arresto e diminuire le sollecitazioni sul malcapitato, spesso si deforma. Come promemoria, l’imbracatura da lavoro anticaduta è un dispositivo DPI di 3° categoria. Deve quindi essere verificato ogni 12 mesi, inserito in un registro di sicurezza (come da norma EN 361) ed ispezionato visivamente prima e dopo ogni uso.

E SE TU AVESSI BISOGNO DEL DAE?

In Italia circa 60.000 persone all’anno muoiono per arresto cardiaco improvviso. Se di fronte ad un arresto cardiaco si interviene con la sola rianimazione cardiopolmonare, la probabilità di sopravvivenza aumenta del 30% entro 9 minuti, mentre se si utilizza anche il defibrillatore la sopravvivenza arriva al 60% L’arresto cardiaco si verifica quando il cuore non riesce più a pompare sangue e ossigeno alle cellule, se non trattato entro pochi minuti porta alla morte. Il defibrillatore semiautomatico non è un presidio obbligatorio nei luoghi di lavoro, ma è molto consigliato. Il defibrillatore è un dispositivo di piccole dimensioni che contiene al suo interno due piastre adesive in grado di rilevare (dopo essere stato applicato alla vittima in arresto cardiaco) l’attività elettrica del cuore e riconoscere l’aritmia. Il DAE può essere utilizzato per qualcuno che si trova in azienda o per qualcuno che si trova nelle vicinanze, si consiglia di esporre all’esterno dell’azienda il cartello indicante il DAE.

CORSO PER DATORE DI LAVORO!

Il corso è riservato ai Datori di Lavoro che intendono adempiere agli obblighi normativi in materia di sicurezza, acquisendo piena consapevolezza del proprio ruolo e delle responsabilità correlate, come previsto dal D.Lgs. 81/2008 e in conformità con quanto stabilito dal nuovo Accordo Stato Regioni approvato il 17 Aprile 2025

Team Studio Protecno
Bientina lì, 17/12/2025
Studio Mattonai

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